Emanuele Krakamp (Palermo, 13.II.1813 - Napoli, XI.1883) nacque da Francesco e Nunzia Patti.
Giovanissimo talento sostituì il padre (flautista e capomusica militare) in qualità di primo flauto nella Stagione Lirica del Teatro La Munizione di Messina nel 1830-1831. Iniziò giovanissimo l’attività di concertista itinerante e nel 1835-1836 si esibì con successo negli Stati Uniti, a Filadelfia, con una serie fortunata di recital. Nel 1841 Francesco Saverio Mercadante lo nominò Ispettore delle classi esterne del Conservatorio di Napoli. Divenne maestro privato personale del fratello del Re di Napoli (il conte di Siracusa).
Nel 1835 per distinguersi dal flautismo napoletano coevo (di Giosuè Fiore, Teofilo Bucher e Sergio Nigri, esponenti di una sensibilità edulcorata e soporifera di matrice francese tardo settecentesca con l’adozione del flauto sistema Devienne), iniziò la stesura del rivoluzionario ed ipervirtuosistico Corso Completo di Perfezionamento per Flauto op. 43 (313 pagine di scale, preludi ed esercizi di ardua decifrazione in tutte le tonalità maggiori e minori per un modello di flauto Sistema Ziegler a 13 chiavi discendente al sib2, lo stesso tipo di flauto suonato dai virtuosi dell’ epoca come Giulio Briccialdi, Giuseppe Rabboni o Cesare Ciardi).
Quest’opera, ardua, di difficile decifrazione e tecnicamente spinosa, venne dedicata al nobile virtuoso di flauto napoletano Principe di Stigliano, e venne pubblicata da Ricordi in fascicoli staccati nel 1847, senza sortire però grandi consensi né da parte dei Maestri o degli allievi. Il 15 maggio 1848 Krakamp si unì ai rivoltosi dei moti risorgimentali delle barricate di Napoli a Via Toledo e nel 1849 partecipò alla battaglia di Velletri unendosi ai garibaldini della effimera Repubblica Romana contro l’esercito francese. Lasciò quindi per coerenza i suoi incarichi musicali a Napoli e, ricercato dalla polizia borbonica, per 12 anni andò esule attraverso tutti gli ex stati preunitari ed in Europa, forte di protezioni massoniche ed amicizie altolocate (come il barone Kraus a Firenze). Questi anni difficili della sua vita (1848-1860) sono ricostruibili attraverso le notizie apparse sulle gazzette musicali dell’epoca che puntualmente recensirono i suoi concerti ovunque egli si trovasse in Italia o all’estero. Alcune delle tappe toccate da questo concertismo, che potremmo definire un nomadismo inquieto, furono: Trieste, Bologna, Firenze (dove soggiornò due anni dal 1853 al 1855), Milano, Genova, Livorno, Parigi, Nizza, Torino, Cremona, Marsiglia, Alessandria, ancora Firenze, Alessandria d’Egitto, Cairo, Tunisi, Trieste, Vienna, in viaggi continui e rocambolesche fughe sempre per sfuggire alla polizia borbonica.
Finalmente decaduto definitivamente il Regno delle Due Sicilie, Krakamp potè rientrare a Napoli dove fu ancora una volta Francesco Saverio Mercadante, suo amico e confratello massone, che lo reintrodusse nel corpo docente del Conservatorio del San Pietro a Majella. In questa nuova fase storica Krakamp partecipò attivamente al dibattito sulla riorganizzazione dei complessi bandistici militari, visto lo smantellamento dei complessi basati sui modelli musicali francesi ed austriaco, e la creazione dei complessi musicali della Guardia Nazionale. Pubblicò a tal scopo “Il Progretto per la riorganizzazione delle Musiche Militari del Regno d’Italia” (Napoli, Tipografia Gargiulo, 1863) che ebbe ottima accoglienza anche nelle riviste musicali francesi.
Avviò la riorganizzazione moderna come Collegio di Musica dell’ex Albergo dei Poveri (il Serraglio di epoca borbonica) ed ebbe ivi l’incarico di professore di flauto nel 1876. Negli anni del neonato Regno d’Italia si fece promotore a Napoli della creazione di una Società del Quartetto (1862-1863) e, in un periodo di predominanza assoluta della musica lirica operistica, introdusse opere di “nuova concezione” quali le opere cameristiche di Beethoven, Hummel, Sphor, Onslow, Weber, Haydn, Mozart, Mendelsshon, Kreutzer, Rode, Bottesini e del pianista genovese e critico musicale Carlo Andrea Gambini con cui collaborò per la stesura di alcuni duo concertanti per flauto e pianoforte.
Promosse una agenzia di collocamento per artisti di canto lirico, ed indisse un concorso di composizione “per musica da sala con accompagnamento di quartetto o quintetto a corda con uno strumento solista” (1862).
A latere di questi esperimenti concertistici nel 1866 creò un'associazione tramite sottoscrizioni a scopo editoriale per la pubblicazione di nuovi metodi per strumenti a fiato (flauto, fagotto, clarinetto, bombardino) con il sostegno delle gazzette musicali napoletane e l’editore Cottrau.
Partecipò con articoli e scritti originali pubblicati sulle gazzette musicali di Firenze e Milano al dibattito organologico sulla creazione e diffusione del nuovo flauto sistema Bohm, di cui divenne un promotore e sostenitore, componendo un corposo Metodo per il Flauto Cilindrico alla Bohm op. 103 pubblicato da Ricordi sotto forma di fascicoli fra il 1853 ed il 1856.
La sua produzione per flauto (nei svariati organici dal flauto solo, ai duetti, ai brani per flauto e pianoforte) ammonta ad oltre trecento composizioni originali pubblicate da tutti i maggiori editori musicali dell’ottocento (Alore, Berletti, Cottrau, Canti, Cattaneo, Del Monaco, Franchi, Girard, Giudici & Strada, Francesco Lucca, Tramater, Vismara, Giannini, Ricordi).
Le opere di Krakamp rimasero a lungo nel catalogo di casa Ricordi (che assimilò progressivamente tutti i piccoli editori locali) e furono disponibili commercialmente fino agli anni Trenta del Novecento, ma con una drastica selezione operata all’inizio del Novecento con la creazione della “Biblioteca del Flautista” di Davide Rossignoli.
In pratica le opere eccessivamente virtuosistiche concepite a metà Ottocento scomparvero definitivamente dal catalogo Ricordi (compreso il Corso di Perfezionamento op. 43) e sopravvissero solo alcune parti più facilmente utilizzabili didatticamente del Metodo per il Flauto Cilindrico alla Bohm op. 103 ed alcuni brani per flauto e pianoforte ad uso dei flautisti con un apparato tecnico più moderato e confacente ai nuovi bisogni ed ai gusti dei dilettanti borghesi del neonato Regno d’Italia.
Krakamp morì a Napoli nel 1883.
Purtroppo dopo la sua morte le sue opere non vennero più praticate nei Conservatori italiani e passò presto nel reparto “Flautisti Dimenticati”. Il primo interprete moderno di un’opera di Emanuele Krakamp fu Leonardo De Lorenzo che a 16 anni nel 1892 nella sua prima emigrazione oltreoceanica, si esibì nell’albergo Cerulean Spring nel Kentucky, con la Seconda Gran Fantasia da Concerto sull’antica aria napoletana Luisella op. 63 per flauto e pianoforte.
In effetti Leonardo De Lorenzo studiò flauto giovanissimo a Viggiano in provincia di Potenza con gli allievi lucani di Emanuele Krakamp (Alfonso Pagnotti e Giacomo Nigro).
La rivalutazione del flautismo di Emanuele Krakamp, per alcuni aspetti così innovativo e sorprendente per caratteristiche tecniche ed espressive, è stata opera recente di un insieme di studiosi che hanno ricollocato la figura del virtuoso romantico nella cornice storica in costante evoluzione con la nuova organizzazione musicale impressa dall’unificazione nazionale.
In pratica ai precedenti cultori dell’arte flautistica individuabile solo in alcuni aristocratici, liberi dal bisogno materiale e con molto tempo a disposizione per lo studio personale dello strumento, si sostituì la nuova figura del borghese acculturato, meno scaltrito tecnicamente, e desideroso di un repertorio salottiero di facile esecuzione e realizzazione.
Perso dunque l’apparato di bravura originario del medio Ottocento preunitario anche la letteratura strumentale di Krakamp si adeguò alle mode dettate dai nuovi soggetti musicali.
Al giorno d’oggi sono state ripubblicate numerose revisioni moderne di brani originali di Krakamp per flauto e pianoforte e sono state registrate molte composizioni da concerto che sono facilmente fruibili attraverso le piattaforme digitali.
Anche la bibliografia specifica è piuttosto corposa, segno di un interesse non episodico né casuale.

Scritti di Emanuele Krakamp
Il Progetto per la Riorganizzazione delle musiche militari del Regno d’Italia, Napoli, 1863, reprint a cura di Maurizio Bignardelli, con una prefazione di Roberto Leydi, Roma, ANBIMA, s.a. [1990].
Bibliografia
Francesco Florimo, Cenno Storico sulla Scuola Musicale di Napoli, Napoli, 1869.
Michele Carlo Caputo, Annuario Generale della Musica, Volume primo, dal 1 ottobre 1873 al 30 settembre 1874, Napoli, 1875.
F. J. Fetis, Biographie universelle des musiciens et bibliographie de la musique, V, Paris, Istitute Rue Jacob, 1884, p. 87.
Carlo Schmidl, Dizionario Universale dei Musicisti, I, 1930, p. 783.
Fortunato Sconzo, Il flauto e i flautisti, Milano, 1930, pp. 107 e 126.
Renato Paci, Flauto e flautisti, Roma, 1941, p. 228.
La Corte Cailler, Musica e musicisti in Messina, a cura di Alba Crea e Giovanni Molonia (Quaderni dell'Accademia Filarmonica di Messina, 1), Messina, 1982.
Maurizio Bignardelli, Emanuele Krakamp Flautista del Regno delle Due Sicilie, Messina, 1989.
Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti (DEUMM), a cura di Alberto Basso, Appendice, Torino, UTET, 1990, p. 456.
Giovanni Molonia, L’Archivio Storico del Teatro Vittorio Emanuele, Messina, Filarmonica Laudamo, 1990.
Maurizio Bignardelli, Emanuele Krakamp (Quaderni dell'Accademia Filarmonica di Messina, 7), Messina, 1991.
Maurizio Bignardelli, Flautismo, massoneria e bande militari nel Regno delle Due Sicilie: il caso Emanuele Krakamp, in Francesco Florimo e l’Ottocento Musicale, Atti del Convegno, Morcone, 19-21 aprile 1990, a cura di Rosa Cafiero e Marina Marino, Jason Editore, 1999.
Gian-Luca Petrucci, La Scuola Flautistica Italiana, FaLaUt Collection, 2002, p. 73.
Maria Teresa Dellaborra, Voce Emanuele Krakamp, in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani, Volume 62 (2004).
Demetrio Chiatto, La Famiglia Krakamp (Francesco, Giovanni ed Emanuele), EDAS, Messina, 2019.

Maurizio Bignardelli