Serrao, Paolo Giulio
(Filadelfia, Vibo Valentia, 11 aprile 1830 – Napoli, 17 marzo 1907).
Compositore e didatta. Entrato nel 1839 nel Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, vi condusse studi di pianoforte con Francesco Lanza, di armonia con Gennaro Parisi e di composizione con Carlo Conti. Durante gli anni di studio compose una Messa a 4 voci che fu apprezzata da Saverio Mercadante, allora direttore del Conservatorio, e nel 1852, anno in cui conseguì il diploma, un’opera semiseria per il Teatro del Fondo, L’impostore, che però non fu rappresentata, e stessa sorte ebbe l’anno successivo un altro lavoro lirico, Leonora de’ Bardi, forse per la fama di sovversivo che accompagnava il compositore da quando nel 1848 aveva abbandonato il conservatorio per arruolarsi nella Guardia Nazionale combattendo sulle barricate in via Toledo. Furono invece rappresentate le tre opere successive, sempre a Napoli: Pergolesi, su libretto di Federico Quercia, nel 1857 al Teatro del Fondo; La duchessa di Guisa, su libretto di Francesco Maria Piave, nel 1865 al Teatro San Carlo; Il figliuol prodigo, su libretto di Achille De Lauzières, sempre al San Carlo nel 1868. La duchessa di Guisa fu l’opera che ottenne il maggiore successo: ebbe ben quindici recite, surclassando largamente l’altra opera nuova della stagione, Berta di Varnol di Pacini. All’interno della cospicua produzione di musica sacra, vocale e pianistica ricordiamo l’oratorio Gli Ortonesi in Scio (1858) e il Requiem per le esequie di Mercadante (1871), al quale dedicò anche una Sinfonia.
Nel frattempo Serrao aveva anche intrapreso una proficua carriera di insegnante al Conservatorio di San Pietro a Majella: nel 1861 entrò come supplente di partimento e accompagnamento al canto, nel 1863 divenne titolare della cattedra, dal 1869 insegnò anche composizione; nel 1870, alla morte di Mercadante, rivestì il ruolo di direttore pro tempore e dopo la nomina del nuovo direttore Lauro Rossi lo sostituì spesso. Sempre nel 1871 fu indicato da Verdi tra i quattro componenti della commissione ministeriale per il riordino dei Conservatori di Musica.
Ebbe anche un’intensa attività di direttore d’orchestra, dirigendo al San Carlo nelle stagioni 1868-69, dal 1872 al 1874 e di nuovo dal 1876 al 1878, quando diresse alcune delle serate più importanti (la prima napoletana della La Forza del destino e de Il Guarany di Gomes, Il Barbiere di Siviglia e La sonnambula con Adelina Patti).
Tra i suoi allievi ebbe Franco Alfano, Francesco Cilea, Umberto Giordano, Ruggero Leoncavallo, Giuseppe Martucci, Leopoldo Mugnone e Luigi Torchi. Un suo ritratto è conservato nella Biblioteca del Conservatorio di Napoli.

Composizioni
Messe
Messa a grand’orchestra in mi bemolle maggiore, per coro e orchestra (1849).
Messa da Requiem, omaggio a Mercadante (1870; eseguita in occasione della morte di Saverio Mercadante 8 luglio 1871).
Messa con orchestra, per soprani, contralti, tenori e bassi (1883).
Messa solenne in mi, per quattro voci e orchestra (1887).
Oratori
Gli Ortonesi in Scio, oratorio per coro e orchestra in due parti: “melodramma sacro da cantarsi nella festa centenaria della solenne traslazione delle ossa di san Tommaso apostolo in Ortona che si celebra il 6 settembre” (testo di G. V. Pellicciotti; 1ª esecuzione: settembre 1858).
Composizioni religiose di vario genere
Tantum ergo in fa minore, per voce di basso con orchestra (1849).
Tantum ergo, per voce di basso con orchestra (1850).
Domine Deus, terzetto per tenore, baritono, basso e orchestra (1850).
Salve illustrator fidei, inno originale per tenore, coro e orchestra.
Credo, per due tenori, basso, coro e orchestra (1875).
Te Deum in do maggiore, per quattro voci con orchestra.
Litania in fa maggiore, per quattro voci con orchestra.
Due Litanie, per più voci con orchestra.
Due Inni, per più voci con orchestra.
Due Antifone, per più voci con orchestra.
Le tre ore di agonia di N.S.G.C., per quattro voci con orchestra.
Magnificat in do maggiore, a tre voci con a solo di basso.
Veni creator Spiritus, per voce di tenore e coro con orchestra.
Veni Sponsa Christi, per voce di tenore e coro con orchestra.
Tre Mottetti: O salutaris hostia, Pater Noster, Salve Regina (Molfetta, Peruzzi).
Dio sia benedetto, per voce di basso e coro con orchestra (Napoli, Izzo).
Pater Noster, per canto con accompagnamento di organo o armonium.
O salutaris hostia, per due voci e pianoforte.
Sei Litanie a una e due voci (Napoli, Izzo, 1890).
Tantum ergo in sol maggiore, per voce di contralto (Napoli, Izzo).
Salve Regina, per soprano o baritono (Napoli, Izzo).
Ave Maria.
Album di sei Litanie a una, due e tre voci (Napoli, Pisano).
Composizioni Vocali e Corali Profane con
accompagnamento d’orchestra e di pianoforte
Omaggio a Vincenzo Bellini, per doppio coro e orchestra (testo di Enrico Golisciani; 1ª esecuzione: Napoli, Chiesa del Collegio, 6 aprile 1876).
Inno al Re Vittorio Emanuele II, per soli, coro e orchestra (testo di Goffredo Cammarano; 1ª esecuzione: Napoli, Teatro del Fondo, 29 luglio 1871).
Canone doppio infinito (1875).
Pater Noster, Parafrasi di Dante. Purgatorio, Canto XI, per voce e pianoforte (testo di Dante Alighieri; Napoli, Izzo, 1890).
Album di sei pezzi, per voce e pianoforte (contiene: La madre del marinaio, La Villanella, La piccola mendica, La serenata, Il disinganno, Il desiderio).
Nel mare di Posillipo, per canto e pianoforte.
Per il terzo centenario del Tasso, per canto e pianoforte.
La donna italiana, per mezzosoprano e pianoforte.
Passa la nave mia, per canto e pianoforte (Napoli, Izzo).
Fior di siepe, per canto e pianoforte (testo di Lorenzo Stecchetti).
Triste presagio, per canto e pianoforte.
La primavera, per canto e pianoforte
Composizioni per Orchestra
Due Sinfonie a grande orchestra in la maggiore (1855).
Nel deserto.
Riposo e partenza di una carovana.
Scherzo sopra due note.
Berceuse.
Ouverture funebre omaggio a Mercadante (1870; Napoli, dicembre 1871).
Melodia. Canone per strumenti ad arco.
Composizioni per Banda
Due Polke, passo doppio (1853).
Musica da camera
Andante e fuga, per quartetto d’archi.
Elegia, per violino e pianoforte (Napoli, Izzo, 1890).
3 Morceaux pour violon ou mandoline et piano: Melodie, Barcarolle e Gavotte (Sassari, Sini).
Serenata rusticana, per pessalo e pianoforte (1869).
Elegia, per violoncello e pianoforte (Napoli, Izzo).
Composizioni per pianoforte
Madrigale (Napoli, Izzo, 1850).
Polacca brillante in do minore (1850; Napoli, Izzo).
Scherzo sopra due note (1855; Napoli, Associazione musicale industriale).
Notturno-Barcarola (Napoli, Clausetti, ca. 1855).
Premiere Tarantelle pour le piano op. 3 (Napoli, Cottrau, 1860).
Deuxieme Tarantelle op. 4 (Napoli, Cottrau, 1860).
Capriccio: Mazurca da concerto per pianoforte (Milano, Ricordi, ca. 1864).
Tre Melodie per pianoforte solo (contiene: Un Sorriso, Una lagrima, Un bacio; Milano, Ricordi, ca. 1864).
Addio: Improvviso (Milano, Ricordi, ca. 1864).
Elegia (Napoli, Ricordi, ca. 1867).
Isaura: Tempo di mazurka (Napoli, Ricordi, ca. 1867).
Mazurca (Napoli, Fabbricatore, ca. 1867).
Ginevra: Melodia per pianoforte (Milano, Ricordi, 1867).
Mazurca (Napoli, Fabbricatore, ca. 1873).
Valzer brillante (Milano, Ricordi, 1874).
Sul mare. Improptu. Canone (1875).
Pensiero elegiaco (1877).
Scherzo (1878).
Canone in fa (Bologna, Tedeschi, 1880).
Zampognata (1880).
Pensiero elegiaco (Napoli, Izzo, 1880).
Vecchia Polka, canone retrogrado bifronte (Napoli, Perrone, 1890).
Piccolo valzer capriccioso (1891).
Aria antica (1892).
Danza (Bologna, Tedeschi, ca. 1895).
Auguri pel 1895: Danza per pianoforte sulle cifre del 1895 (1895; Bologna, Tedeschi).
Nostalgia – Pensiero (Napoli, Pisano, 1905).
La Caccia, grande valzer per pianoforte.
Foglio d’album.
Sarabanda (Napoli, Pisano).
Valzer in re bemolle (Napoli, Izzo, 1899).
Romanza senza parole (Napoli, Associazione musicale industriale).
Le soupir: Melodie pour le piano op. 5 (Napoli, Cottrau).
Preludio e fuga in mi minore (Bologna, Tedeschi).
Preludio e fuga in re minore (Bologna, Tedeschi).
Preludio – Pastorale e Fuga (Bologna, Tedeschi).
Berceuse in la maggiore (Sassari, Sini).
Addio improvviso.
Mergellina, tarantella (Milano, Ricordi).
Le campane, scherzo (Milano, Ricordi).
Valzer brillante (Milano, Ricordi).
Etude pour le piano.
L’onda, studio (Napoli, Cottrau).
Barcarola in re minore (Napoli, Izzo).
Tristezza (Napoli, Izzo).
Allegro di concerto (Napoli, Izzo).
Tempo di valzer (Napoli, Izzo).
Un poco di Tarantella (Napoli, Izzo).
Valse mignonne (Napoli, Izzo).
Cantando (Napoli, Izzo).
Carovana nel deserto (Napoli, Izzo).
Preludio (Napoli, Izzo).
Ritorna, impressione musicale (Napoli, Izzo).
Mazurka in re maggiore (Napoli, Izzo).
In barca (Napoli, Izzo).
Serenata (Napoli, Izzo).
Canzonetta (Napoli, Izzo).
Due Notturni: n. 1 in fa diesis minore; n. 2 in si minore (Napoli, Izzo).
Andante e Polacca in re bemolle (Napoli, Izzo).
Polacca in fa diesis minore (Napoli, Izzo).
L’Ave Maria (Napoli, Izzo).
Napolitanella (Napoli, Izzo).
Prima Gavotta in re minore (Napoli, Izzo).
Seconda gavotta in sol minore (Napoli, Izzo).
Prima Mazurka in si minore (Napoli, Izzo).
Seconda mazurka in la bemolle (Napoli, Izzo).
Minuetto in la maggiore (Napoli, Izzo).
Tema con variazioni (Napoli, Izzo).
Le campane di Montoro (Napoli, Izzo).
Triste addio (in «L’arte pianistica», i n. 11, giugno 1914).
Scenetta umoristica.
Ballata (Napoli, Izzo, fine 1800).
Fughetta cromatica (Reggio Calabria, isnp, 1996).
Composizioni per pianoforte a Quattro Mani
Tre composizioni: Piccolo Valzer capriccioso, Sarabanda, Aria Antica (Napoli, Pisano). Nostalgia (Napoli, Pisano).
Serenata calabrese (Napoli, Pisano).
Polacca in do minore (Napoli, Izzo).
Composizioni per harmonium, organo e arpa
Secondo Preludio, per harmonium solo (Napoli, Izzo).
Preludio, per organo solo (Napoli, Izzo).
Minuetto, per arpa sola (Napoli, Izzo).
Trascrizioni e fantasie per pianoforte
e per pianoforte e orchestra
Trascrizione per pianoforte e orchestra della Fantasia sulla Lucrezia Borgia (Donizetti) di Thalberg, per pianoforte e orchestra (1849).
Polka sull’opera Medea di Saverio Mercadante, per pianoforte (Napoli, Clausetti, 1855).
Tarantella dall’opera Pergolesi di Paolo Serrao, per pianoforte (Napoli, Cottrau, 1856).
Preghiera di Alessandro Stradella, per pianoforte.
Fantasia sopra alcuni pensieri di Saverio Mercadante, per pianoforte e orchestra.
Parafrasi e fantasie per pianoforte a quattro mani e due pianoforti
Due Fantasie sull’opera La festa di Piedigrotta di Luigi Ricci (Roma, Bartolo, 1850).
Sette Divertimenti su varie opere (contiene: Divertimento sulla Luisa Miller di Verdi; Divertimento sulla Sonnambula di Bellini; Divertimento sull’opera Marta di Flotow; Divertimento sull’opera Faust di Gounod; Divertimento sull’opera Linda di Chamounix di Donizetti; Divertimento sull’opera Lucia di Lammermoor di Donizetti; Divertimento sull’opera L’africana di meyerbeer; Napoli, Ricordi, 1855).
Tre Rimembranze teatrali sul Macbeth, su I Lombardi alla Prima Crociata e su Lucrezia Borgia (1855).
Due Fantasie su Gli Ugonotti di Meyerbeer (1855; Milano, Ricordi, 1873).
Capriccio, Brindisi e Marcia funebre sull’opera Jone di Errico Petrella (Napoli, Clausetti, 1860).
Capriccio sull’Inno di Garibaldi (Alessio Olivieri; Napoli, Clausetti, 1864).
Due fantasie sull’opera Un ballo in Maschera di Giuseppe Verdi.
Memorie dell’Opera Virginia del Cav. Mercadante (Napoli, Tito Ricordi, 1867).
Album di sei pezzi di autori celebri (contiene: Aria del tenore dallo Stabat Mater di Rossini; Scherzo dall’opera Il Barbiere di Siviglia; Trascrizione dall’opera Il Profeta di Meyerbeer; Trascrizione dall’opera Il Crociato in Egitto di Meyerbeer; Trascrizione dall’opera Gli Ugonotti di Meyerbeer; Capriccio sull’opera Roberto il diavolo di Meyerbeer; Napoli, Ricordi e Clausetti).
Fantasia sull’opera Aida di Verdi.
Fantasia sull’opera Il Trovatore di Verdi.
Fantasia sull’opera La Favorita di Gaetano Donizetti.
Rapsodia musicale dal Mefistofele di Arrigo Boito (Milano, Ricordi, 1881).
Fantasia sul Poliuto di Donizetti (Milano, Ricordi).
Fantasia sul Elnava o L’Assedio di Leida di Errico Petrella.
Due Fantasie sul Duca di Scilla di Errico Petrella.
Due Fantasie e Capriccio su La Traviata di Giuseppe Verdi.
Tre Fantasie su La Forza del destino di Giuseppe Verdi.
Gran Fantasia sullo Stabat Mater di Rossini, per due pianoforti (Milano, Ricordi, 1865).
Gran Fantasia sulla Leonora di Mercadante, per due pianoforti.
Preghiera di Alessandro Stradella, per harmonium e pianoforte (1879).
Trascrizioni per orchestra e voce e orchestra
Marcia nazionale italiana composta da Giuseppe Gambetti.
Inno a Vittorio Emanuele di Mercadante.
Gavotta del re Luigi XIII, riduzione per orchestra.
Aria di chiesa, preghiera per baritono di Alessandro Stradella.
Ballata di Gianturco Emanuele, orchestrata da Paolo Serrao.
Dolce ricordo, Romanza senza parole n. 1 di Mendelssohn per pianoforte (orchestrazione).
Dolore, Romanza senza parole Venezianisches Gondellied di Mendelssohn per pianoforte (orchestrazione).
Fantasia su La schiava saracena di Saverio Mercadante.
Recitativo ed aria da L’olimpiade di Pergolesi.
Lavori didattici
Bassi per disposizione a tre voci.
Realizzazione a quattro voci di un basso fugato di Pietro Platania (1885).
Teoria degli accordi, trattato.
Esposizione di una fuga a quattro voci (febbraio 1907).
Opere
L’impostore, opera semiseria (1852).
Leonora dei Bardi o Dionora de’ Bondi, opera seria (libretto di Lorenzo Badiali; 1853).
Giovan Battista Pergolesi, melodramma in tre atti (libretto di Federico Quercia; 1ª rappresentazione: Napoli, Real Teatro del Fondo, 1857).
La duchessa di Guisa, melodramma in quattro atti (libretto di Francesco Maria Piave; 1ª rappresentazione: Napoli, Real Teatro San Carlo, 1865).
Il figliuol prodigo, melodramma in quattro atti (libretto di Achille De Lauzières; 1ª rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 23 aprile 1868).
La duchessa di Guisa. Melodramma in quattro atti, libretto di Francesco Maria Piave. Prima rappresentazione: Napoli, Real Teatro San Carlo, 1865. Ambientazione all’epoca della lotta tra cattolici ed ugonotti.
Atto I. Il duca di Guisa scopre, nell’appartamento dell’astrologo Ruggeri, un veleno che appartiene alla moglie Caterina. È la prova di un incontro segreto della duchessa con il suo amante San Megrino. Il duca e i suoi seguaci giurano di sgominare la setta degli ugonotti, cui San Megrino appartiene. Atto II. Alla festa nella reggia di re Enrico sono invitati il conte e Ruggeri tra cui avviene una accesa discussione. L’arrivo di San Megrino scatena una sfida a duello con il conte. Atto III. Per attirarlo in un tranello, il conte obbliga la duchessa a scrivere un messaggio all’amante, con un invito nella sua casa. San Megrino medita sulla sua sorte avversa ma l’invito della duchessa lo induce a non perdere le speranze. Atto IV. La duchessa si augura che il suo amante non cada nella trappola; ma San Megrino si presenta all’appuntamento. Dopo un intenso dialogo d’amore, entra in scena il conte tradito che compie giustizia ed uccide il rivale.
Il figliuol prodigo. Melodramma in quattro atti, libretto di Achille De Lauzières. Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 23 aprile 1868.
Atto I. A Gessen, in un campo, i pastori di una tribù israelita riposano. Loro capo è Ruben che, tramite il servitore Geroboamo, fa annunciare che molti di loro saranno mandati a Menfi. Sulla scena appare Azaele, figlio di Ruben, accompagnato da Lia, un’avventuriera di Menfi, e Amenofi, suo amante. Lia lusinga Menfi e convince Azaele a partire verso la città insieme ai pastori, nonostante il disappunto del padre Ruben e della fidanzata Gefte che lamenta la sua prolungata assenza. Atto II. A Menfi in un giorno di festa, l’intimo dialogo tra Azaele e Lia è interrotto dall’arrivo del popolo egizio al seguito del Gran Sacerdote Arminio. Azaele è così soggiogato dalla figura di Lia da essere irriconoscibile anche al padre, giunto nella città insieme a Gefte in cerca di sue notizie. Mentendo per la vergogna al padre, Azaele asserisce che il figlio è morto. Atto III. Gefte ha riconosciuto l’amato e lo affronta in un drammatico dialogo. Azaele ammette la sua schiavitù nei confronti di Lia ma, nonostante il pentimento, minaccia di morte Gefte. Astutamente Lia aizza i sacerdoti e la folla contro Azaele, il quale sarebbe andato a morte certa se l’intervento di Gefte non li avesse fermati. Atto IV. In una località vicino Gessen, Azaele in preda al pentimento chiede pietà al Signore di Israele. Si addormenta e in sogno ode la voce della fidanzata che lo rimprovera per l’abbandono. Al suo risveglio Geroboamo lo convince a rientrare a casa. Ruben e Gefte credono Azaele morto, ma avvertono lontanamente la sua voce. Vinto dall’amore paterno, Ruben perdona il figlio. In un clima festoso e raggiante si celebra il matrimonio tra Azaele e Gefte.

Bibliografia
Carlo Dassori, Opere e operisti. Dizionario lirico universale 1541-1902, Genova, Tipografia editrice R. I. Sordomuti, 1903.
Attilio Gallo Cristiani, Musicisti di Calabria, Cosenza, Chiappetta, 1949.
Francesco Florimo, La scuola musicale di Napoli e i suoi conservatorii, con uno sguardo sulla storia della musica in Italia, Bologna, Forni, 1969 (ristampa anastatica dell’edizione di Napoli, 1881-1883).
Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti. Le biografie, VII, Torino, UTET, 1988.
Marvin Tatak, voce Serrao, Paolo, in The New Grove Dictionary of Opera, IV, London, Macmillan, 1992.
Matteo Sansone, voce Serrao, Paolo, in The New Grove Dictionary of Music and Musicians, XXIII, London, Macmillan, 2001.
Andrea Sessa, Il melodramma italiano 1861-1900, Dizionario bio-bibliografico dei compositori, Firenze, Olschki, 2003.
Daniela Geria, Paolo Serrao, insigne musicista della terra di Calabria, in «Cilea news», III n. 2, luglio 2006.
Angela Pandolfino - Salvatore Massimo Tripodi, Paolo Serrao. Musicista e didatta calabrese di Filadelfia, Soveria Mannelli, Calabria Letteraria Editrice, 2007.

Angela Fodale
in Marilena Gallo [a cura di]
Dizionario dei musicisti calabresi
Caraffa di Catanzaro, Abramo, 2009