De Pirro, Nicola
(Nocara, Cosenza, 28 aprile 1898 – Roma, 3 luglio 1979).
Amministratore teatrale. Fin da giovane De Pirro fu un sostenitore dell’ala populista del movimento fascista. Nel 1925, sotto la dittatura di Mussolini, divenne il fondatore-direttore del sindacato dei lavoratori teatrali; successivamente fu a capo dell’ispettorato che si occupò del neonato teatro nazionale, così come del consorzio che ne avrebbe controllato il repertorio. Nell’ambito del ministero della Stampa e della propaganda (in seguito, ministero della Cultura popolare), dal 1935 alla caduta del regime nel 1943, fu a capo dell’amministrazione teatrale. «Tra i più intelligenti e competenti» burocrati fascisti (Sachs), De Pirro si adoperò per portare l’opera alle masse e, nel contempo, incoraggiare i giovani compositori. Nel 1942 il suo ufficio finanziò la prima produzione italiana di Wozzeck di Alban Berg, opera a quel tempo proibita in Germania. Un notevole successo De Pirro l’ottenne con il “Carro di Tespi”: teatri ambulanti sorti in Italia intorno al 1930 per iniziativa dell’Opera Nazionale Dopolavoro volti a favorire la fruizione di spettacoli a prezzi accessibili ed in luoghi privi di teatri stabili. Il successo ottenuto dalle prime rappresentazioni portò i dirigenti dei Servizi artistici dell’OND a concepire un piano più vasto che comprendeva un “Carro di Tespi” lirico e più “Carri” per la prosa. Il teatro era in grado di accogliere ben seimila posti equamente distribuiti tra platea e tribuna che all’occorrenza potevano diventare rispettivamente quattromila per la platea e seimila per la tribuna. Il “Carro di Tespi” lirico si componeva di ben quattrocento elementi tra artisti, orchestrali (100), coristi (80) e corpo di ballo (36, con 2 prime ballerine).
I dati anagrafici sono confermati da certificazione rilasciata dai Comuni competenti.

Bibliografia
John Rosselli, voce De Pirro, Nicola, in The New Grove Dictionary of Opera, I, London, Macmillan, 1992.

Pierangela Pingitore
in Marilena Gallo [a cura di]
Dizionario dei musicisti calabresi
Caraffa di Catanzaro, Abramo, 2009