Tommaso Antonio Nicola Colloca
Colloca, Tommaso Antonio Nicola
(Nicastro, [oggi Lamezia Terme], Catanzaro, 7 dicembre 1909 – Lamezia Terme, Catanzaro, 19 settembre 2002).
Compositore, direttore di banda e didatta. Conseguito il diploma di tromba presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia, si esibì in qualità di primo flicornino solista con alcune rinomate bande del Mezzogiorno d’Italia, tra cui quella della sua città, di Squinzano e Mottola in Puglia e di Sturno in Campania. Nel 1969 conseguì anche il diploma di strumentazione per banda presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, dove studiò con Misasi, e acquisì una solida preparazione in composizione grazie agli approfonditi studi con Gino Contilli, maestro di comprovata esperienza, che agli inizi degli anni Quaranta insegnava a Messina. Divenne in seguito direttore dei complessi bandistici di Nicastro, Gimigliano e Amantea e di particolare importanza fu l’esperienza decennale vissuta a cavallo degli anni Settanta in Liguria, dove, alla guida della banda di San Remo, riscosse eccezionali successi e ampi consensi da parte del pubblico.
Determinante per la sua formazione musicale fu l’influenza di Eduardo Caputo, esperto clarinettista, alla cui figura si ricollegano i primi successi della banda di Nicastro, che diresse a partire dal 1910, e di Sebastiano Guzzi, che ricostituì la banda cittadina a metà degli anni Venti, ad eventi bellici conclusi. Colloca seppe raccogliere l’eredità dei due musicisti e, rientrato nella sua città agli inizi degli anni Cinquanta dopo le numerose stagioni artistiche passate al servizio dei complessi bandistici pugliesi e campani, avviò l’opera di ricostituzione del Gran Complesso Bandistico “Città di Nicastro”, scioltosi a seguito della seconda guerra mondiale. Accanto agli esperti musicisti che avevano già militato nelle precedenti formazioni bandistiche inserì una schiera di giovani ragazzi, che frequentavano con assiduità nelle ore serali una neonata scuola di musica istituita dallo stesso Colloca. Con altrettanta dedizione svolse per più di un ventennio l’attività di docente di educazione musicale nelle scuole medie statali della provincia di Catanzaro. Le nuove generazioni che si formarono musicalmente sotto la sua guida costituirono un naturale serbatoio d’alimentazione della banda cittadina, assicurando all’organico del complesso musicale i migliori musicisti che il territorio poteva in quegli anni offrire.
Dopo lunghi periodi di prove, il nuovo complesso bandistico fece la sua prima uscita pubblica nella prima domenica di giugno del 1953 e da allora, per oltre quarantennio, la sua direzione fu affidata ininterrottamente a Tommaso Colloca. Egli portò ad ottimi livelli la banda cittadina, che sotto la sua guida si esibì anche al di fuori dei confini regionali. Questa, divenuta nel frattempo Complesso Bandistico “Città di Lamezia Terme” intitolato a Guzzi, porta oggi il nome di “Tommaso Colloca” soprattutto per volere di Domenico Rotella, suo genero, che ne assunse la direzione nel 1998.
La sua capacità creativa lo portò a comporre un’infinità di brani, tra cui le marce brillanti Wallj, Ernesta, Merj, Paoletta e Sabrina, che ancora oggi figurano nel repertorio di molti complessi bandistici regionali. A testimonianza dell’amore profondo per la sua città natale, scrisse Omaggio a Lamezia, una grande marcia con inno, brillante, vivace ed orecchiabile. I dati anagrafici sono confermati da certificazione rilasciata dal Comune competente.
Ernesta, marcia.
Merj, marcia.
Omaggio a Lamezia, marcia.
Paoletta, marcia.
Sabrina, marcia.
Wallj, marcia.
Carlo Carlino - Clara Caruso, Le bande musicali in Calabria 1800-1985, Roma, Gangemi, 1985.
Fulvio Mazza, Lamezia Terme: storia, cultura, economia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2001.
Marino Anesa, Dizionario della musica italiana per banda, I, Bergamo, Associazione Bergamasca Bande Musicali, 2004.
Teobaldo Guzzo, Tommaso Colloca, solista di tromba e maestro della banda musicale di Nicastro, in «Storicittà», XVI n. 151, aprile 2007.
in Marilena Gallo [a cura di]
Dizionario dei musicisti calabresi
Caraffa di Catanzaro, Abramo, 2009
(Nicastro, [oggi Lamezia Terme], Catanzaro, 7 dicembre 1909 – Lamezia Terme, Catanzaro, 19 settembre 2002).
Compositore, direttore di banda e didatta. Conseguito il diploma di tromba presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia, si esibì in qualità di primo flicornino solista con alcune rinomate bande del Mezzogiorno d’Italia, tra cui quella della sua città, di Squinzano e Mottola in Puglia e di Sturno in Campania. Nel 1969 conseguì anche il diploma di strumentazione per banda presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, dove studiò con Misasi, e acquisì una solida preparazione in composizione grazie agli approfonditi studi con Gino Contilli, maestro di comprovata esperienza, che agli inizi degli anni Quaranta insegnava a Messina. Divenne in seguito direttore dei complessi bandistici di Nicastro, Gimigliano e Amantea e di particolare importanza fu l’esperienza decennale vissuta a cavallo degli anni Settanta in Liguria, dove, alla guida della banda di San Remo, riscosse eccezionali successi e ampi consensi da parte del pubblico.
Determinante per la sua formazione musicale fu l’influenza di Eduardo Caputo, esperto clarinettista, alla cui figura si ricollegano i primi successi della banda di Nicastro, che diresse a partire dal 1910, e di Sebastiano Guzzi, che ricostituì la banda cittadina a metà degli anni Venti, ad eventi bellici conclusi. Colloca seppe raccogliere l’eredità dei due musicisti e, rientrato nella sua città agli inizi degli anni Cinquanta dopo le numerose stagioni artistiche passate al servizio dei complessi bandistici pugliesi e campani, avviò l’opera di ricostituzione del Gran Complesso Bandistico “Città di Nicastro”, scioltosi a seguito della seconda guerra mondiale. Accanto agli esperti musicisti che avevano già militato nelle precedenti formazioni bandistiche inserì una schiera di giovani ragazzi, che frequentavano con assiduità nelle ore serali una neonata scuola di musica istituita dallo stesso Colloca. Con altrettanta dedizione svolse per più di un ventennio l’attività di docente di educazione musicale nelle scuole medie statali della provincia di Catanzaro. Le nuove generazioni che si formarono musicalmente sotto la sua guida costituirono un naturale serbatoio d’alimentazione della banda cittadina, assicurando all’organico del complesso musicale i migliori musicisti che il territorio poteva in quegli anni offrire.
Dopo lunghi periodi di prove, il nuovo complesso bandistico fece la sua prima uscita pubblica nella prima domenica di giugno del 1953 e da allora, per oltre quarantennio, la sua direzione fu affidata ininterrottamente a Tommaso Colloca. Egli portò ad ottimi livelli la banda cittadina, che sotto la sua guida si esibì anche al di fuori dei confini regionali. Questa, divenuta nel frattempo Complesso Bandistico “Città di Lamezia Terme” intitolato a Guzzi, porta oggi il nome di “Tommaso Colloca” soprattutto per volere di Domenico Rotella, suo genero, che ne assunse la direzione nel 1998.
La sua capacità creativa lo portò a comporre un’infinità di brani, tra cui le marce brillanti Wallj, Ernesta, Merj, Paoletta e Sabrina, che ancora oggi figurano nel repertorio di molti complessi bandistici regionali. A testimonianza dell’amore profondo per la sua città natale, scrisse Omaggio a Lamezia, una grande marcia con inno, brillante, vivace ed orecchiabile. I dati anagrafici sono confermati da certificazione rilasciata dal Comune competente.
Composizioni
Ernesta, marcia.
Merj, marcia.
Omaggio a Lamezia, marcia.
Paoletta, marcia.
Sabrina, marcia.
Wallj, marcia.
Bibliografia
Carlo Carlino - Clara Caruso, Le bande musicali in Calabria 1800-1985, Roma, Gangemi, 1985.
Fulvio Mazza, Lamezia Terme: storia, cultura, economia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2001.
Marino Anesa, Dizionario della musica italiana per banda, I, Bergamo, Associazione Bergamasca Bande Musicali, 2004.
Teobaldo Guzzo, Tommaso Colloca, solista di tromba e maestro della banda musicale di Nicastro, in «Storicittà», XVI n. 151, aprile 2007.
Giuditta Davoli
in Marilena Gallo [a cura di]
Dizionario dei musicisti calabresi
Caraffa di Catanzaro, Abramo, 2009