De Bonis. Famiglia di artigiani e liutai di lunga generazione, originari di Bisignano (Cosenza).

1. De Bonis, Vincenzo I
(Bisignano, Cosenza, 1780 – Bisignano, Cosenza, 1850).
È il più antico costruttore di chitarre appartenente alla famiglia De Bonis.

2. De Bonis, Michele I
(Bisignano, Cosenza, XVIII secolo).
Fratello di Vincenzo I, costruì chitarre e mandolini.

3. De Bonis, Giacinto I
(Bisignano, Cosenza, 1783 – Bisignano, Cosenza, 1832).
Figlio di Michele I, costruì chitarre.

4. De Bonis, Antonio I
(Bisignano, Cosenza, 1809 – Bisignano, Cosenza, 1863).
Figlio di Vincenzo I, costruì chitarre e mandolini.

5. De Bonis, Francesco II
(Bisignano, Cosenza, prima decade del xix secolo – Bisignano, Cosenza, 1895).
Figlio di Giacinto I, costruì chitarre e mandolini.

6. De Bonis, Giovanni Battista
(Bisignano, Cosenza, 1813 – ?).
Figlio di Giacinto I, lavorò nella bottega paterna.

7. De Bonis, Domenico
(Bisignano, Cosenza, XIX secolo).
Figlio di Giovanni Battista, costruì chitarre.

8. De Bonis, Giacinto III
(Bisignano, Cosenza, ? – Bisignano, Cosenza, 1896).
Figlio di Francesco II, costruì chitarre.

9. De Bonis, Pasquale I
(Bisignano, Cosenza, 1818 – Bisignano, Cosenza, 1852).
Figlio di Vincenzo I, allievo di suo padre, lavorò nella bottega paterna.

10. De Bonis, Michele II
(Bisignano, Cosenza, 1825 – Bisignano, Cosenza, 1881).
Figlio di Vincenzo I, costruì chitarre e mandolini.

11. De Bonis, Umile I
(Bisignano, Cosenza, 1828 – Bisignano, Cosenza, 1906).
Figlio di Vincenzo I, costruì chitarre e mandolini.

12. De Bonis, Giacinto I
(Bisignano, Cosenza, 1836 – Bisignano, Cosenza, 1867).
Figlio di Antonio I, costruì chitarre ed ebbe riconoscimenti in alcune esposizioni di artigianato.

13. De Bonis, Nicola I
(Bisignano, Cosenza, 1842 – Bisignano, Cosenza, 1895).
Figlio di Antonio I, costruì chitarre.

14. De Bonis, Francesco I
(Bisignano, Cosenza, 1850 – Bisignano, Cosenza, 1927).
Figlio di Antonio I, costruttore di chitarre, lavorò insieme al figlio Giuseppe.

15. De Bonis, Vincenzo II
(Bisignano, Cosenza, 1855 – Bisignano, Cosenza, 1924).
Figlio di Michele II, costruì chitarre e mandolini.

16. De Bonis, Pasquale II
(Bisignano, Cosenza, 1858 – Bisignano, Cosenza, 1922).
Figlio di Michele II, costruì chitarre.

17. De Bonis, Alfonzo
(Bisignano, Cosenza, 1862 – Bisignano, Cosenza, 1892).
Figlio di Umile I, costruì chitarre e lavorò insieme al figlio Francesco.

18. De Bonis, Antonio II
(Bisignano, Cosenza, 1874 – America, 8 settembre 1950).
Figlio di Nicola I, costruì chitarre, successivamente emigrò in America.

19. De Bonis, Rosario
(Bisignano, Cosenza, 1876 – America, 1953).
Figlio di Nicola I, costruì chitarre, successivamente emigrò in America.

20. De Bonis, Giacinto II
(Bisignano, Cosenza, 1882 – Bisignano, Cosenza, 1964).
Figlio di Nicola I, insieme ai figli Nicola III e Vincenzo III rappresenta il ceppo più importante della famiglia di liutai. Agli inizi del Novecento, impressionato dalla liuteria napoletana costruì mandolini molto più pregiati e rifiniti rispetto alla sua produzione precedente. Ebbe vari riconoscimenti per il suo lavoro.

21. De Bonis, Umile II
(Bisignano, Cosenza, 1883 – Bisignano, Cosenza, 23 ottobre 1949).
Figlio di Vincenzo II, costruì chitarre e mandolini.

22. De Bonis, Francesco
(Bisignano, Cosenza, 1888 – ?).
Figlio di Alfonzo, costruì chitarre.

23. De Bonis, Michele III
(Bisignano, Cosenza, 1891 – ?).
Figlio di Alfonzo, allievo del padre, dopo la fine della guerra 1914-1918 emigrò in America e non si ebbero più notizie.

24. De Bonis, Francesco
(Bisignano, Cosenza, 1894 – ?).
Figlio di Vincenzo II, iniziò a costruire chitarre nella bottega paterna ma nel 1926 lasciò tale attività e divenne guardia municipale.

25. De Bonis, Nicola II
(Bisignano, Cosenza, 1896 – morto in guerra nel 1917).
Figlio di Antonio II, costruì alcune chitarre nella bottega del padre.

26. De Bonis, Giuseppe
(Bisignano, Cosenza, prima decade del XX secolo).
Figlio di Francesco I, costruì chitarre e mandolini. Nel 1939 la federazione fascista degli artigiani gli assegnò un diploma di benemerenza come titolare di una antica bottega artigiana.

27. De Bonis, Espedito
(Bisignano, Cosenza, 1909 – Bisignano, Cosenza, 1983).
Figlio di Antonio II, costruì chitarre e mandolini.

28. De Bonis, Nicola III
(Bisignano, Cosenza, 6 marzo 1918 – Bisignano, Cosenza, 4 gennaio 1978).
Liutaio. Figlio di Giacinto II e fratello di Vincenzo III, iniziò il suo apprendistato nella bottega paterna, dimostrando, molto presto, di essere dotato di un grande talento.
Tra i premi più prestigiosi che gli sono stati assegnati si ricordano: primo premio alla Mostra-Concorso Internazionale di Liuteria Contemporanea (Cremona 1949); diploma d’onore al secondo Concorso Nazionale di Liuteria Contemporanea dell’Accademia di Santa Cecilia (Roma 1954); diploma d’onore (fuori concorso) al terzo Concorso Nazionale di Liuteria Contemporanea dell’Accademia di Santa Cecilia (Roma 1956); primo premio alla prima Mostra-Concorso della Chitarra Moderna (Terni 1961).
All’inizio della sua attività di liutaio costruì molte chitarre battenti ed altri strumenti legati alla tradizione musicale calabrese. Tali prodotti erano di ottima fattura, molto più belli rispetto agli esemplari costruiti dai suoi predecessori. Ebbe fin dall’inizio un forte interesse per la liuteria classica e manifestò chiaramente l’intenzione di voler costruire chitarre, mandolini e violini da concerto. Tuttavia, per alcuni anni il desiderio di ampliare la sua produzione presentò serie difficoltà perché in bottega la vendita di strumenti popolari era l’unica a garantire il lavoro e la sopravvivenza di una famiglia numerosa. A metà anni Trenta sperimentò, in maniera solitaria ed originale, la realizzazione di modelli classici; egli stesso ne fece i disegni e ne costruì le forme. Dopo la fine della seconda guerra mondiale ebbe la possibilità di viaggiare oltre i confini calabresi per poter confrontare i propri strumenti con quelli di liutai contemporanei. Alla fine degli anni Trenta, dopo un lavoro di ricerca e sperimentazione, disegnò un nuovo strumento che denominò ‘mandolino-arpa’. È una variante del mandolino dalla sagoma particolare dove una colonna di risonanza prolunga il corpo dello strumento e lo collega alla paletta. Ottenne uno dei premi più prestigiosi della sua carriera presentando un mandolino-arpa al Concorso Internazionale di Liuteria Contemporanea di Cremona nel 1949.
Il lavoro relativo alla realizzazione della chitarra battente fu influenzato esclusivamente dalla tradizione familiare anche se lo strumento, in origine popolare, nelle sue mani divenne opera d’arte. Rispetto agli esemplari costruiti nel meridione d’Italia le sue chitarre battenti sono intarsiate con legni pregiati (spesso motivi floreali), montano esclusivamente cinque corde doppie ed è assente lo scordino, tipico degli strumenti più popolari. Il fondo e le fasce sono costituiti da doghe, in genere di palissandro, di numero dispari e variabile a seconda della grandezza dello strumento, la tavola è di abete rosso come nelle chitarre classiche. Al centro della chitarra è posta la rosa che è un elemento molto elaborato, essa è realizzata in legno, completamente traforato, ed è costituita da tre o quattro circonferenze concentriche con diametro decrescente dall’esterno verso l’interno; tale elemento richiama le rose di carta colorata degli strumenti popolari.
Il percorso stilistico relativo alla costruzione delle chitarre classiche è diverso. Fino agli anni Quaranta si attenne alla tradizione popolare usando misure non ancora standardizzate: strumenti piccoli o al contrario molto grandi. Gli elementi tipici sono gli intarsi molto vistosi ed il ponticello a baffo come negli strumenti a pizzico dell’Ottocento. Il modello propriamente classico comparve alla fine degli anni Cinquanta, periodo in cui De Bonis subì il fascino dei modelli spagnoli molto diffusi in tutta Europa. Il suo stile ormai è consolidato: i legni sono di prima scelta (mogano e palissandro), la paletta, sempre intarsiata, costituisce un unico pezzo con il manico, il ponticello ha la forma moderna rettangolare con le corde annodate, l’incatenatura interna è a ventaglio, il diapason fissato sulla misura standard di 65 cm. Nel 1961 alla prima Mostra Concorso della Chitarra Moderna organizzata a Terni, oltre al primo premio, gli fu assegnata anche una medaglia d’oro dalla ANLAI (Associazione Nazionale Liutai e Archetti Italiani) per la chitarra “acusticamente migliore”. Nel 1969 egli stesso fu nominato socio dell’ANLAI e membro di giuria al Concorso di liuteria tecnico-artistica di Ascoli Piceno. Lo stile dei suoi violini non è riconducibile a nessuna scuola in particolare. Il liutaio calabrese ne imparò da autodidatta la tecnica costruttiva, che è molto più sofisticata rispetto a quella usata per le chitarre. Con i violini egli arricchì la produzione secolare di tutta la famiglia De Bonis fino ad allora limitata agli strumenti a pizzico. Il primo violino gli fu commissionato nel 1942, da un violinista ebreo detenuto nel campo di concentramento di Ferramonti. La morte prematura non gli ha permesso di costruire più di una dozzina esemplari, ottimi sia dal punto di vista estetico che acustico. Gli elementi che spiccano sono il riccio molto elegante e la bellezza delle vernici; gli spessori di fondo e tavola sono generosi, tali da ottenere nei suoi strumenti sonorità brillanti.

29. De Bonis, Vincenzo III
(Bisignano, Cosenza, 4 novembre 1929 - ivi, 1 dicembre 2013).
Liutaio. Figlio di Giacinto II, ha iniziato giovanissimo a lavorare nella bottega di famiglia sotto la guida del padre e del fratello maggiore Nicola III insieme al quale rappresenta l’ultima generazione di un’antica famiglia di liutai calabresi.
Tra i premi più importanti della sua carriera si ricordano: nel 1955 e nel 1956 il Premio di riconoscimento al Concorso Nazionale di Liuteria Contemporanea dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, nel 1967 la menzione speciale al Concorso Internazionale di Liuteria per Chitarra in Belgio. Nel 1994 ha insegnato per un triennio presso la scuola di liuteria istituita a Bisignano.
Comincia ad apprendere le tecniche di lavoro svolgendo piccole mansioni, come tornire i piroli, e presto arriva alla realizzazione di strumenti popolari: chitarre e chitarre battenti. Come il fratello cerca di utilizzare, quando possibile, materiali migliori, e di rifinire i suoi strumenti molto accuratamente, arricchendoli spesso con intarsi decorativi. Anch’egli, alla fine del secondo conflitto mondiale, si apre definitivamente alla liuteria classica specializzandosi nella costruzione di chitarre da concerto, molto apprezzate dagli esecutori contemporanei.
La lista di premi ottenuta da Vincenzo De Bonis nel corso della sua carriera è pressoché uguale a quella del fratello maggiore. La meritata notorietà è dimostrata, inoltre, dalle onorificenze conferitegli da due presidenti della Repubblica Italiana (2 giugno 1974 onorificenza di “cavaliere” dal presidente Leone, 2 giugno 1992 onorificenza di ufficiale dal presidente Scalfaro) e dai riconoscimenti dell’ANLAI; nel bollettino n. 3 del giugno 1968 l’Associazione scrive: «dietro proposta del M° liutaio Raul Politi, la commissione decide di dichiarare “fuori concorso” il M° liutaio Vincenzo De Bonis di Bisignano (Cosenza), per la continua valentia dimostrata nella costruzione di strumenti a pizzico e a plettro; liutaio appartenente alla più antica famiglia italiana che si tramanda l’arte della liuteria artistica da padre in figlio da trecento anni a questa parte».
Negli anni Settanta il regista Andrea Andermann girò un documentario televisivo sulla bottega dei De Bonis: Nicola e Vincenzo, fratelli liutai, lavoro premiato al Primo Festival Internazionale del Film sulle Arti Popolari di Orvieto.
La corrispondenza conservata nell’archivio di famiglia dimostra infine che i liutai De Bonis, ormai noti a livello nazionale, erano anche molto stimati da altri liutai italiani contemporanei.
Il suo stile costruttivo ripercorre il lavoro del fratello Nicola De Bonis: gli strumenti di origine popolare sono stati modellati sulle forme ereditate dagli antenati (alcune risalgono all’Ottocento) e trasformati in opere pregevoli. L’intarsio è un elemento tipico di tali strumenti: non avendo nessuna funzione acustica si evince che per il liutaio esso rappresenta la possibilità di rendere unico il proprio lavoro, una sorta di firma. Rappresenta inoltre una sfida nel superare difficoltà tecniche soprattutto quando si usano materiali difficili come l’avorio e la madreperla. Rari sono i motivi floreali molto cari al fratello Nicola: Vincenzo preferisce disegni geometrici ottenuti alternando materiali chiari e scuri tagliati in piccole tessere di forma triangolare, trapezoidale o in filetti sottilissimi.
La sua produzione di chitarre classiche si suddivide in tre periodi: quelle che risalgono alla fine degli anni Quaranta sono legate alla produzione popolare e riportano elementi di liuteria ottocentesca rivelando la sua abilità nell’intarsio; il secondo periodo, molto lungo, inizia dagli anni successivi al secondo conflitto e arriva agli anni Settanta: compare negli anni Cinquanta la forma moderna della chitarra classica con misure tendenzialmente sempre maggiori perché ispirate dai modelli spagnoli dalle sonorità potenti. L’ultimo periodo parte dagli anni Ottanta momento in cui egli si dedica alla ricerca di un suono più morbido ed elegante, adatto anche al repertorio musicale antico. Le dimensioni delle chitarre dunque diminuiscono e si nota una preferenza, rispetto al passato, per le vernici più chiare, quasi giallo oro.
Si è dedicato alla costruzione di violini relativamente tardi (1988) per onorare, rivela egli stesso, la memoria del fratello Nicola. A differenza degli strumenti a pizzico, la liuteria ad arco De Bonis non è stata influenzata da scuole o grandi autori del passato; tutti i violini sono realizzati su modelli personali, gli spessori sono concepiti con molta originalità, le vernici molto trasparenti a base di alcool e resine naturali, esaltano la venatura dei legni.
La sua produzione comprende inoltre mandolini napoletani, mandolini a fondo piatto, mandolini-arpa (realizzati sui disegni del fratello Nicola), chitarre barocche, ed un unico liuto costruito nel 1975 seguendo minuziosamente i canoni della liuteria rinascimentale.

30. De Bonis, Luigi
(Bisignano, Cosenza, 1932).
Figlio di Giacinto II, aiutò saltuariamente il padre ed i fratelli nella costruzione di strumenti a pizzico.

31. De Bonis, Costantino
(Bisignano, Cosenza, 1937).
Figlio di Giacinto II, aiutò saltuariamente il padre ed i fratelli nella costruzione di strumenti a pizzico.

Bibliografia
René Vannes, Dictionnaire Universel des Luthiers, Bruxelles, Les amis de la musique, 19753.
Antonello Ricci – Roberta Tucci, The Chitarra battente in Calabria, in «The Galpin Society Journal», XXXVIII (1985).
De Bonis, in «Chitarre», II n. 21, 1987.
Rosario Curia, I fratelli De Bonis e la liuteria in Bisignano, Banca di credito cooperativo di Bisignano, 1995.
Maria Piro, Liuteria in Calabria: tradizione e innovazione nella famiglia De Bonis, Tesi di laurea, Università di Bologna, Anno Accademico 1997/98, inedito.

Maria Piro
in Marilena Gallo [a cura di]
Dizionario dei musicisti calabresi
Caraffa di Catanzaro, Abramo, 2009