SARRO O SARRI O SARRA Domenico Natale.
Compositore, nato a Trani il 24 dicembre 1679. Morto a Napoli il 25 gennaio 1744, dove risiedeva dall'età di 6 o 7 anni, Studiò al S. Onofrio con A. Durante, non con G. Salvatori e F. Provenzale, come vogliono alcuni storici. Esordì nel 1702 facendo eseguire, alla Arciconfraternita del Pellegrini, il dramma sacro: L'opera d'amore. Nel 1703, ignoto ancora come operista ma noto come autore di musica sacra, concorse al posto di maestro della R. Cappella, in sostituzione di A. Scarlatti che non aveva fatto ritorno da una licenza, ma fu vinto da G. Veneziano, e il Sarro dovette accontentarsi del posto di vice-maestro che perse, nel 1707, insieme al Veneziano, per il rientro dello Scarlatti, che scelse a vice-maestro F. Mancini. Il 12 febbraio 1705 sposò la diciasettenne Caterina Tortorella, dalla quale non ebbe figli. Intanto era maestro di cappella di S. Paolo Maggiore. Nel 1706 ebbe l'incarico di allestire per il S. Bartolomeo la Griselda di Albinoni e presentò anche la sua prima opera teatrale: Candaule Re di Lidia, a cui seguì Le gare generose fra Cesare e Pompeo. Alla morte dello Scarlatti (1725), succedutogli F. Mancini, il Sarro riebbe il posto di vice-maestro alla R. Cappella. Nel 1728 divenne Maestro della Fedelissima città di Napoli, avendo dal 1720 il diritto di successione a tale impiego. Domenico Sarro ha un posto preciso nella storia della musica per essere stato il primo a musicare opere del Metastasio, per avere inaugurato con la Berenice il Teatro Argentina di Roma (1732) e con l'Achille in Sciro (1737) il S. Carlo di Napoli, e per avere, col Porpora, semplificato l'armonia e ripulito la melodia. A proposito dell'inaugurazione del S. Carlo, B. Croce scrisse «che fu uno spettacolo magico per molti riguardi; e la fantasia ne rimase colpita a segno, che gittò addirittura nel regno del mirabile». Il De Brosses dice di Sarro che è «compositore abile, ma secco e triste», ed Helmut Huche, scrive che «Gli sforzi di Sarro di adattarsi ai nuovi gusti musicali non furono del tutto coronati dal successo, ma la sua musica riveste un notevole interesse appunto perchè segna l'evoluzione del pieno barocco napoletano verso lo stile galante e sentimentale della vera e propria «scuola napoletana». Mentre in Italia egli cadde presto nell'oblio, la sua musica da chiesa fu, Oltralpe, tenuta per molto tempo in grande considerazione».
Opere: L'opera d'amore, dramma sacro su lib. scon. (Napoli, Arciconfraternita dei Pellegrini, 1702); Candaule Re di Lidia, seria su lib. di A. Morselli, con gli intermezzi La Calisto (Napoli, Fiorentini, 1706), data anche come Bleso e Lucilla; Le gare generose fra Cesare e Pompeo, id. su lib. scon. (Napoli, S. Bartolomeo, 1706); Il Vespasiano, id. su lib. di G. C. Corradi, rimaneggiato da C. De Petris (id. 1707); Amore fra gli impossibili, id. su lib. di G. Gigli (Napoli, Fiorentini, 1707); Lucio Vero, id. su lib. di A. Zeno (id. 1707); Barilotto, intermezzo su lib. di F. Salvi (Venezia, S. Angelo, 1712); I gemelli rivali, con gli intermezzi Batto e Cintia, seria su lib. di N. Serino (Napoli, Fiorentini, 1713); Il comando non inteso e ubbidito, con gli intermezzi Frullo e Spilletta, id. su lib. di N. Giuvo (id. 1713); Adone in Cipro, id. su lib. di G. Vastrup (Roma, Delle Dame, 1714); Ciro, seria su lib. scon. (Napoli, S. Bartolomeo, 1716?); Armida al campo, id. su lib. di F. Silvani (id. 1718); La fede ne' tradimenti, id. su lib. di G. Gigli (id. 1718); Arsace, id. su lib. di A. Salvi (id. 1718); Alessandro Severo, id. su lib. di A. Zeno (id. 1719); Ginevra principessa di Scozia, id. su lib. di A. Salvi (id. 1720, ma era già stata data a Pratolino nel 1709); La Partenope, con gli intermezzi Eurillo e Beltrammo, id. su lib. di S. Stampiglia (Napoli, S. Bartolomeo, 1722); Didone abbandonata, con gli intermezzi Dorina e Nibbio, id. su lib. di P. Metastasio (id. 1724), di cui vi è una nuova versione (Venezia, S. Giov. Grisostomo, 1730); L'impresario delle Canarie o La cantante e l'impresario, intermezzo su lib. di P. Metastasio (Napoli, S. Bartolomeo, 1724); Tito Sempronio Gracco, seria su lib. di S. Stampiglia (id. 1725); Il Valdemaro, id. su lib. scon. (Roma, Delle Dame, 1726); Siroe Re di Persia, id. su lib. di Artino Corasio (P. Metastasio), con gli intermezzi Moschetta e Grullo (Napoli, S. Bartolomeo, 1727); Artemisia, con gli intermezzi La furba e lo sciocco, id. su lib. di G. Migliavacca (id. 1731); Berenice, id. su lib. di B. Pasqualigo (Roma, Argentina, 1732); Demofoonte, con Mancini, Leo, Sellitti, ia. su lib. di P. Metastasio (Napoli, S. Bartolomeo, 1735); Gli amanti generosi, buffa su lib. di T. Mariani (Napoli, Fiorentini, 1735); Fingere per godere, id. id. (Napoli, Nuovo, 1736); Alessandro nelle Indie, seria su lib. di P. Metastasio, forse il solo prologo di Sarro (Napoli, S. Bartolomeo, 1736); La Rosaura, buffa su lib. di G. A. Federico (id. 1736); Achille in Sciro, seria su lib. di P. Metastasio (Napoli, S. Carlo, 1737); Ezio, id. id. (id. 1741).
Inoltre: Partenope liberata per il patrocinio della Vergine ⁠Addolorata, oratorio su lib. di N. Giuvo (Napoli, 1704); Il fonte delle grazie, id. (id. Chiesa dei PP. Filippini, 1706); L'andata di Gesù al Calvario, id. su lib. di G. B. Caputo (id. 1708); Per la festività di S. Gaetano, id. (id. 1712); Ester riparatrice, id. (id. S. Trinità degli Spagnuoli, 1724); S. Ermenegildo, id. (Roma, 1725); i cori per I Massimini di A. Marchese (1729); la festa teatrale: Le nozze di Teti e Peleo (Napoli, Palazzo Reale, 1738); la cantata: Il gran giorno d'Arcadia (id.); le arie per La finta pellegrina di A. Orefice (Napoli, Nuovo, 1734); Amore. Narciso ed Eco, cantata a 3 voci (Pesaro, Del Sole, 1720) e Arie; Duetti; Terzetti; Concerto per 2 violini, flauto, viola, violoncello e basso; Cantata per le nozze di D. A. Coppola e D. L. Caracciolo (1725), ecc.
Bibliog. essenziale: Bertini G.: op. cit.; Marchese di Villarosa A.: op. cit.; Florimo F.: op. cit.; Fétis F.C.: op. cit.; Croce B.: op. cit.; Di Giacomo S.: Celebrità napoletane (Napoli, 1894); id.: Napoli: figure e paesi (id. 1909); Protomastro G.: op. cit.; Bellucci M. A.: art. cit.; Villani C.: op. cit.; Faenza V.: art. cit.; Petroni G.: op. cit.; Parisi R.: Documenti per il maestro di cappella D. Sarri (in Rass. Pugl. XIX, 8); Lambert F.: Il Prol. tranese Sarro Domenico maestro di musica; Schmidl C.: op. cit.; Bellucci-Lasalandra M.: D. Sarri, musicista tranese (in Musica d'oggi, 1935); Prota-Giurleo U.: Il T. di corte del Palazzo Reale di Napoli (Napoli, 1952); id.: D. Sarro (in Archivi, Roma, 1959); Hucke H.: La «Didone abbandonata» di D. S. nella stesura del 1724 e nella revisione del 1730 (in Gazz. Musicale, Napoli, 1956); id.: Die beiden Fassungen der Oper «Didone abbandonata» von D. S. (in Bericht über der Intern. Musikwissenschaftlichen Kongress Hamburg, 1956 (Kassel e Basilea, 1957); Raeli V.: op. cit.; Tintori G.: op. cit.; Malcangi G.: Trani nella luce della opera musicale napoletana del Settecento (Trani, 1965).

Pasquale Sorrenti
I musicisti di Puglia
Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1988