Giovanni Capaldi
CAPALDI Giovanni.
Musicista, nato a Bari il 6 ottobre 1889. Studiò con P. La Rotella, D. Alaleona e O. Respighi. Il merito principale di G. C. rimane quello di aver fondato (1925) e diretto sino al 1934 il Liceo Musicale N. Piccinni, ora conservatorio, che ha dato non poco lustro alla città e alla Puglia tutta, e che gli valse, su proposta di P. Mascagni, il premio dell'Accademia d'Italia.
Fu anche critico musicale e collaborò per lungo tempo alla Gazzetta del Mezzogiorno. Ricordiamo tra i suoi articoli: Un'opera sconosciuta di Piccinni: La serva onorata (in Gazz. del Mezzogiorno, 15 maggio 1941); P. Migali da Lecce e la Sonata a tre (id. 30 settembre 1957).
Bibliog.:
Il Liceo Musicale N. Piccinni nell'opera del suo fondatore (Bari, 1960).
Pasquale Sorrenti
I musicisti di Puglia
Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1988
Giovanni Capaldi nacque a Bari il 6 ottobre 1889 da Giuseppe e Giovanna Veneziani Santonio, quarto di sei figli. Si formò con grande profitto negli studi classici e studiò privatamente pianoforte e violino; nel 1904 cominciò a frequentare le lezioni di composizione del giovane e brillante maestro Pasquale La Rotella (Bitonto, 1880 – Bari, 1960), che nel 1902 aveva preso l’incarico di direttore della Schola Cantorum della Basilica di San Nicola. Ebbe per compagni di studio i coetanei Pasquale Di Cagno, Bernardino Rotondo e Franco Casavola.
Dopo gli studi liceali, seguì a Roma le lezioni di Domenico Alaleona e successivamente di Ottorino Respighi, iscrivendosi al Liceo Musicale “Santa Cecilia”. L’ambiente intellettuale romano della prima decade del secolo esaltò fortemente l’inclinazione innata al giornalismo che il giovane Capaldi aveva già avuto modo di esprimere nella sua città, dove nel 1908 all’età di 19 anni aveva cominciato a scrivere per il “Corriere delle Puglie”: la collaborazione non sarebbe mai stata interrotta fino alla fine della sua vita. Il periodo trascorso a Roma per approfondire i suoi studi musicali, dal 1910 alla fine del 1914, fu decisivo per l’incontro con intellettuali e personalità del mondo musicale del tempo.
Al periodo romano risale l’esperienza con “La Voce”, lo storico periodico culturale fondato da Giuseppe Prezzolini. Nel 1915, Capaldi lasciò definitivamente Roma, per arruolarsi nel 13° Raggruppamento della Batteria Bombardieri. Gli anni della guerra passarono fra gli impegni militari sul fronte in Veneto e periodi di licenza a Bari. Grande risonanza suscitò nel mondo intellettuale barese la sua iniziativa di pubblicare nel 1915 Bari e la Guerra, numero unico a beneficio del “Comitato delle dame volontarie infermiere della Croce Rossa di Bari”. Finita la guerra, Giovanni sposò nel 1919 Marianna D’Ambrosio (1900 – 1992) dalla quale ebbe 5 figli.
La vita di Capaldi era ormai fortemente ancorata alla città di Bari, dove godeva di chiara fama come critico musicale, storico della musica e animatore culturale. Fortemente convinto della necessità per Bari di completare gli “organismi di cultura” volle farsi carico, in prima persona, di una missione nei confronti della città: la realizzazione di una scuola di musica destinata ad essere riferimento formativo non solo per Bari, ma per l’intero territorio regionale. Senza temere il costo dell’alto sacrificio personale e contando unicamente su risorse finanziare personali, nel maggio 1925, diede vita ad un istituto musicale privato, che chiamò col nome del massimo musicista barese, “Niccolò Piccinni”.
Riunì intorno al suo progetto un nucleo qualificato di maestri locali: chiamò fra i primi la giovanissima enfant prodige Gioconda De Vito per i corsi di Violino e Viola, Don Cesare Franco per la cattedra di armonia complementare, Nicola Costa e Vincenzo Gargiulo per il Pianoforte, Italo Delle Cese per l’Armonia e il contrappunto, e invitò Amilcare Zanella, direttore del Liceo “Rossini” di Pesaro, eccellente pianista e fecondo compositore di opere teatrali e di musica sinfonica e da camera, ad accettare la direzione onoraria dell’Istituto. Negli otto anni in cui Capaldi fu direttore (1925–1933) l’istituto crebbe rapidamente, raccogliendo riconoscimenti e attestazioni di stima per l’esemplare impegno e per i risultati raggiunti.
Nel 1931 si giunse alla formazione di un Consorzio (Amministrazione provinciale, Comune di Bari, Consiglio provinciale dell’economia corporativa) che rilevava la proprietà della scuola di musica per poterla trasformare in Liceo Musicale Consorziale “Niccolò Piccinni”.
Cedette la direzione a Italo Delle Cese, al quale poi subentrò dal 1933 al 1949 Pasquale La Rotella. Capaldi rimase nel Liceo accettando l’incarico doppio di docente di Storia ed estetica della musica e di Bibliotecario, adoperandosi con l’abnegazione di sempre per la crescita e la stabilità dell’Istituto. Nel corso del trentennio di attività di docenza al Liceo Piccinni, Capaldi poté assistere con grande soddisfazione alla crescita della sua creatura: l’assegnazione nel 1955 della villa Bucciero come nuova sede; la statizzazione del Liceo “Piccinni” nel 1959, sotto la direzione di Nino Rota e pochi anni più tardi, nel 1962, la trasformazione del Liceo Musicale pareggiato “Niccolò Piccinni” in Conservatorio di Stato.
L’antica aspirazione di Capaldi era diventata finalmente realtà. Lasciato il suo posto nel 1960, all’età di 71 anni, riprese a tempo pieno l’attività di pubblicista per la “Gazzetta del Mezzogiorno”, seguendo con l’attenzione e la vivacità di sempre la vita artistica del Conservatorio, della città e della regione.
Morì improvvisamente il 7 luglio 1969. Aveva vissuto intensamente e sicuramente sentiva di avere ancora molto da dare alla sua città e alla musica. Di certo uscì di scena con la malinconica sensazione di essere stato lasciato solo, dimenticato, ma invece lasciava dietro di sé il ricordo di un uomo coraggioso, intraprendente, altruista e generoso. Grazie ad una tempra vigorosa e ad una profonda “vocazione” per il sociale era stato capace di incidere concretamente nella trasformazione della società del suo tempo, con le conseguenze di cui tutti oggi godiamo.
Per questo possiamo annoverare Giovanni Capaldi tra i protagonisti della storia culturale del mezzogiorno d’Italia.
Maria Grazia Melucci