LILLO GIUSEPPE nato in Galatina nella provincia di Lecce. Entrò di fresca età nel Liceo di S. Pietro a Majella per imparar la Musica, che apprese con felice riuscita, come le produzioni musicali di lui lo attestano, avendo riscosse le generali approvazioni. Sono esse le seguenti: la moglie per 24 ore dramma rappresentato nell'istesso Liceo -- il gioiello per lo teatro nuovo di Napoli -- Odda di Bernaver per lo teatro di S. Carlo -- Rosmunda per Venezia -- Alisia di Rieux per Roma -- il conte di Chalais per lo teatro di S. Carlo.

Carlantonio de Rosa marchese di Villarosa
Memorie dei compositori di musica del Regno di Napoli
Napoli, dalla Stamperia reale, 1840


LILLO Giuseppe.
Compositore e pianista, nato a Galatina il 26 febbraio 1814. Morto a Napoli il 4 febbraio 1863. Studiò prima col padre, Giosuè, poi con Luigi Carnovale a Lecce. Nel 1826 entrò al S. Pietro a Majella, dove studiò con F. Lanza (pianoforte), Furno (partimenti), Zingarelli e Tritto (contrappunto e composizione). Era entrato gratuitamente, per merito straordinario, ed in breve dette prova di molta capacità, componendo una Messa a voci con orchestra, che venne molto lodata, e a cui si aggiunse l'opera buffa La moglie per ventiquattr'ore, che, lodatissima, gli fruttò un invito del Teatro Nuovo a comporre un'opera da rappresentarsi nel medesimo. L'opera in questione fu il Gioiello, che consolidò la sua fama e gli fece avere vari altri inviti. Uscito di collegio dette, nei tre anni suocessivi, 5 altre opere, e fu nominato maestro di camera di S.A.R. il Principe D. Sebastiano, Infante di Spagna; nel 1845 fu nominato ispettore della classe dei partimenti nelle scuole esterne del conservatorio; l'8 agosto 1846 fu, con decreto ministeriale, eletto maestro di partimenti, in sostituzione del Cordella, e nel 1849 successe a Carlo Conti quale maestro di contrappunto e composizione. Appartenne all'Accademia Reale di Napoli e alla Filarmonica Bellini di Palermo. Fu anche cultore di lettere, storico, latinista e conobbe bene il francese e l'inglese. Nel 1861 ebbe i primi sintomi di alienazione e fu internato nel manicomio di Aversa. «Educato alla severa scuola dei napoletani - ⁠scrive Giacomo Saponaro -, artisticamente formatosi nel profondo solco tracciato da Rossini e in quello più fresco di Donizetti, Lillo reagì con grande dignità, se non proprio con forza, alla potenza di tali suggestioni: tenendosi più discosto da Bellini alla cui purezza fu meno sensibile. Entro questi limiti si mosse con tutta agiatezza, arrivando a risultati più che notevoli. Nell'Osteria di Andujar, probabilmente l'opera sua più riuscita, e il cui modello, secondo Fiorimo, sarebbe stato il Fra Diavolo di Auber, l'articolazione musicale - anche per virtù dell'ottimo libretto — è saldissima e agile a un tempo. La scrittura vocale, ed anche quella strumentale, è fermissima. Come in Rossini, il virtuosissimo canoro supera il decorativo per attingere una funzione espressiva; e alcune intuizioni orchestrali (per esempio nella Preghiera di Zerlina) oltre che singolarmente penetranti in se stesse, felicemente e intensamente aderiscono al personaggio e alla "situazione„». Tra i suoi allievi: F. Marchetti.
Opere: La moglie per ventiquattr'ore, ossia L'ammalato di buona salute, buffa in 2 atti su lib. di A. Passaro (Napoli, S. Pietro a Majella, 1834); Il gioiello, semiseria in 2 atti su lib. di L. Tarantini (Napoli, Nuovo, 1835); Odda di Bernaver, seria in 2 atti su lib. di G. E. Bidera (Napoli, S. Carlo, 1837); Rosmunda in Ravenna, seria su lib. di L. A. Paladini, per l'inaugurazione (Venezia, Fenice, 1737); Alisia di Rieux, semiseria su lib. di G. Rossi (Roma, Argentina, 1838); Il conte di Chalais, seria in 2 atti di S. Cammarano (Napoli, S. Carlo, 1839); La modista, semiseria in 2 atti su lib. di L. Tarantini (Firenze, La Pergola, 1839); Le disgrazie di un bel giovane ossia Il zio ed il nipote, giocosa in 2 atti su lib. di L. Tarantini (Firenze, Degl'Infuocati, 1840); L'osteria di Andujar, comica in 3 atti su lib. di L. Tarantini (Napoli, Fondo, 1840); Cristina di Svezia, seria in 3 atti su lib. di S. Cammarano (Napoli, S. Carlo, 1841); Delfina, semiseria in 2 atti su lib. di M. D'Arienzo (Napoli, Nuovo, 1841); Lara, seria in 2 atti su lib. di L. Tarantini (Napoli, S. Carlo, 1842); Il cavaliere di S. Giorgio ossia Il mulatto, semiseria in 2 atti su lib. scon. (Torino, Carignano, 1846); Caterina Howard, tragica in 3 atti su lib. di G. Giachetti (Napoli, S. Carlo, 1849); La gioventù di Shakespeare, ossia Il sogno di una notte estiva, seria in 3 atti su lib. di G. S. Giannini (Napoli, Nuovo, 1851); Ser Babbeo, semiseria in 3 atti su lib. di E. L. Bardare (id. 1853); Il figlio della schiava, seria in 3 atti su lib. di G. S. Giannini, (Napoli, Fondo, 1853). Una Francesca da Rimini forse rimane inedita.
Compose, inoltre: Messa a 4 voci e orchestra; Credo a 4 voci a grande orchestra; id. per 2 tenori e 2 bassi con orchestra; Magnificat, per soprano, tenore, basso e orchestra; Dixit, id.; Te Deum, per 2 tenori, basso e orchestra; Tantum ergo, per tenore e orchestra; Le Tre Ore di Agonia, per due e tre voci, organo, violoncello e contrabbasso; Sinfonia per grande orchestra in sol; Variazioni sul Pirata; Rondò fantastico; Rapsodie musicali; Impromptus, tema variato per la Rosmunda in Ravenna; Bluette musicale pour piano; Marcia dell'Assedio di Corinto di Rossini, variata per pianoforte e orchestra, ecc.
Bibliog.:
Villani C.: op. cit.; Schmidl C.: op. cit.; Della Corte A. e Gatti G. M.: op. cit.; Raeli V.: op. cit.; Della Noce G.: Giuseppe Lillo (Lecce, 1919); Profeta R.: op. cit.; Zavadini G.: G. Donizetti (Bergamo, 1948); Enciclopedia dello spettacolo: op. cit.; Enciclopedia della musica: op. cit.;

Pasquale Sorrenti
I musicisti di Puglia
Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1988