Nicola De Giosa
GIOSA NICOLA DE di Bari. Ha appreso la Musica nel Collegio esistente in S. Pietro a Majella con la direzione di Gennaro Parise per li partimenti, e del Cav. Donizetti per la composizione. Di anni 20 fece conoscere i progressi fatti nella scienz'armonica avendo scritta la Musica per molte cose sagre, e per una cantata per la morte del conte di Gallemberg eseguita nell'istesso Collegio di S. Pietro a Majella, che fu molto applaudita.
Carlantonio de Rosa marchese di Villarosa
Memorie dei compositori di musica del Regno di Napoli
Napoli, dalla Stamperia reale, 1840
DE GIOSA Nicola.
Compositore e direttore d'orchestra, nato a Bari il 3 maggio 1819 (non il 9 maggio 1820, come tutti portano). Morto il 7 luglio 1885. Dobbiamo anche dire che sul certificato di nascita è scritto Di Giosa. Ebbe i primi insegnamenti musicali dal fratello maggiore Giuseppe, che fu eccellente flautista, poi dal flautista leccese Enrico Daniele. Nel 1834 entrò al S. Pietro a Majella, dove, dopo un periodo di perfezionamento nello studio del flauto con Pasquale Bongiorno, ottenne un posto gratuito. Da Nicola Zingarelli ottenne un posto di maestrino di flauto, e nello stesso tempo studiava armonia e contrappunto col Ruggi e poi con lo Zingarelli stesso, e composizione con Donizetti. Nel 1841, per questioni avute con Mercadante, se ne uscì dal conservatorio senza aver completato gli studi, e iniziò la sua prodigiosa carriera, facendo rappresentare La casa dei tre artisti, che fu data per 30 sere consecutive. In seguito prese a dirigere e fu direttore del S. Carlo, della Fenice di Venezia e, dal 1871 al 1878, del Teatro del Cairo, per cui ricevette le Insegne del Medidije. Diresse, inoltre, nei principali teatri d'Italia e del mondo e fu socio delle più importanti accademie musicali. Ebbe vita avventurosa (era uno dei capi della Massoneria barese) e passò gli ultimi anni di vita tristemente, turbato da una mania di persecuzione che peggiorò con l'insuccesso delle ultime opere. Fu musicista colto e può essere considerato come l'ultimo campione della gloriosa Scuola Musicale Napoletana. Cominciò a comporre da studente: Pezzi per flauto, per fagotto e per violoncello; Preghiera per soprano con cori e orchestra; In morte del Conte di Gallemberg, cantata che venne eseguita con esito splendidissimo nel collegio nel 1839; due Operette, che una sua cameriera vendette ad un salumaio e che non furono più ritrovate, ecc.
Opere: La casa dei tre artisti, buffa in 2 atti su lib. di A. Passaro (Napoli, Nuovo, 1842); Elvina, semiseria in 3 atti su lib. di A. Spadetta (id. 1845); L'arrivo del signor zio, rifacimento de La casa dei tre artisti (Genova, Carlo Felice, 1846); Ascanio il gioielliere, semiseria in 3 atti su lib. di G. S. Giannini (Torino, d'Angennes, 1847); Le due guide, melodramma in 2 atti su lib. di M. D'Arienzo (Livorno, Degli Avvalorati, 1848); Don Checco, buffa in 2 atti su lib. di A. Spadetta (Napoli, Nuovo, 1850), replicata per 96 sere, uno dei capolavori; Folco d'Arles, seria in 3 atti su lib. di S. Cammarano (Napoli, S. Carlo, 1851); Guido Colmar o Diego Garias, tragedia in 3 atti su lib. di D. Bolognese (id. 1852); Ettore Fieramosca, seria in 3 atti su lib. id. (id. 1855); Un geloso e la sua vedova, buffa in 3 atti su lib. di E. Del Preite (Napoli, Nuovo, 1857); Isella la modista, id. su lib. di L. Tarantini (Napoli, Fondo, 1857); Il bosco di Dafne, seria in 3 atti su lib. di M. A. Bianchi (Napoli, S. Carlo, 1864); Silvia, id. su lib. di D. Bolognese (id. 1864); Il pipistrello, buffa su lib. di E. Golisciani (Napoli, Soc. Filodrammatica, 1875), scritta nel 1847 per l'Opera Comique de Paris col titolo La chauve-souris, ma non rappresentata; Napoli di Carnovale, buffa in 3 atti su lib. di M. D'Arienzo (Napoli, S. Carlo, 1876), altro capolavoro (si rappresentò al Piccinni nel 1878 e al Petruzzelli nel 1923); Il conte di S. Romano, seria su lib. di E. Golisciani (Napoli, Bellini, 1878); Rabagas, seria in 3 atti su lib. di V. Sardou, trad. da E. Golisciani (Roma, Argentina, 1882), che fu un grosso insuccesso specie per il libretto.
Lasciò inedite: Lo zingaro o il gitano; La cristiana; Osmano II; L'assedio di Barletta; Giovanna di Navarra; Ida di Benevento; La schiava polacca; Il capitano Mario. Compose, inoltre circa 400 pezzi vocali da camera e altra musica: Al Nilo, album di 6 pezzi per canto; Bagliori d'Autunno, per canto; Messa da Requiem in onore di G. Donizetti; Stabat Mater, a 4 voci e grande orchestra; Cantata per il matrimonio del Duca di Calabria e la Principessa Maria Sofia di Baviera; 2 magnificat; Romanze; Ballate; Stornelli; Terzetti, per camera in versi italiani, napoletani e francesi; Messe; Dixit; Sinfonie, ricavate dalle frasi principali delle sue messe; Ave Maria; Tantum ergo, ecc. Alcuni pezzi composti nel 1846 vennero inseriti ne Il biglietto di lotto stornato del Raimondi.
Bibliog.:
Florimo F.: op. cit.; Petroni G.: op. cit.; Acuto A.: Necrologio di N. De Giosa (in Gazz. Musicale, Milano, 1855); id.: N. De Giosa, con l'elenco delle opere redatto da G. Salvioli (id. 1885); Bellucci M. A.: art. cit.; Spagnoletti O.: Post Prandium, op. cit.; id.: N. De Giosa (in Rassegna Pugliese, Trani, a. V.); Villani C.: op. cit.; Incagliati M.: N. De Giosa e il genio musicale di Puglia (Bari, 1920); Schmidl C.: op. cit.; Profeta R.: op. cit.; Della Corte A. e G. M. Gatti: op. cit.; Procida A.: I direttori d'orchestra, nel volume «Cento anni di vita del Teatro S. Carlo» (Napoli, 1948); Pannain G.: Ottocento musicale italiano (Milano, 1952); Sorrenti P.: N. De Giosa (in Metropoli, Bari, 1959); Enciclopedia dello spettacolo: op. cit.; Enciclopedia della musica: op. cit.
Pasquale Sorrenti
I musicisti di Puglia
Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1988