Giuseppe Ferrata.
Il dott. cav. Giuseppe Ferrata, nipote di S. E. il card. Ferrata, è nativo di Gradoli, piccolo paese presso il lago di Bolsena.
Fin da adolescente mostrò irresistibile vocazione verso la musica. Compì i suoi studi nella R. Accademia di Santa Cecilia, ove si laureò in composizione e piano riportando per ogni corso i premi speciali e da ultimo il premio governativo del Ministero della P. I. Nei brevi anni di sua permanenza in Roma prese parte in grandi concerti e vinse vari concorsi. Salito alla direzione di molti reputati Conservatori degli Stati Uniti, il Ferrata è attualmente professore di composizione e professore capo del dipartimento pianistico nel Newcomb dell'Università di Tulane in New-Orleans Pa.
Per tacere di tutte le numerose gare nazionali e internazionali nelle quali i suoi lavori furono giudicati migliori, basta ricordare il concorso recentemente bandito dall'Art Society di Pittsburg, ove di quattro premi, stabiliti per quattro diversi generi di composizione, non uno sfuggi alla valentia del bravo maestro.
Il Ferrata è il solo degli italiani a cui la Università musicale di New-Jork, dietro lettura di una sua opera, abbia conferito solennemente il titolo di dottore ad honorem.
Veramente ricca e quanto mai varia è la produzione dei suoi lavori, pubblicati dalle più importanti case; quali, oltre quella di Ricordi, quelle di G. Schirmer, J. Fischer e Bros di New-Jork.
Essi toccano tutti i generi, dal sacro al profano, dal lirico al drammatico, al sinfonico. Ma la maggior parte dei suoi lavori, e senza dubbio la più importante, e tattora inedita: tre opere melodrammaliche, due quartetti per istrumenti a corda, una sinfonia in tre tempi, due ouvertures, un concerto per piano ed orchestra, alcune messe, e varie altre composizioni per piano e romanze.
Nei programmi di Germania e degli Stati Uniti, dove ogni giorno più figurano le sue composizioni, esse sembrano destinate a ricevere la più simpatica e calda accoglienza.

Annuario dei musicisti. Manuale dei cultori e degli amatori
Casa Editrice “Musica”, Roma, a. I, 1913