Angelo Tarchi
TARCHI (Angiolo), nato in Napoli nel 1760. Fu per lo spazio di tredici anni nel Conservatorio della Pietà de' turchini, sotto i cel. Tarantino e Sala, e due anni dopo esserne uscito, ne divenne il maestro, compito avendo allora, secondo gli statuti, il vigesimo quarto anno dell'età sua. Nel 1781, essendo ancora allievo nel Conservatorio scrisse la sua prima opera buffa, l'Architello, di cui tale ne fu il successo, che il sovrano Ferdinando volle sentirla nella sua villa di Caserta: nel 1783 avendo tuttora la tonaca di panno sbiavato come allievo della Pietà, compose pel teatro nuovo di Napoli, la Caccia di Enrico IV, opera burlesca, che ebbe grandissimo incontro, e fu incaricato di tre altre opere pel teatro del Fondo. Passò quindi in Roma, in Milano, in Firenze, a Mantova, a Venezia, a Padova, in Torino e scrisse per quei teatri più opere serie con grandi applausi. Nel 1789 compose in Londra il Desertore, e Alessandro nell'Indie drammi serj, che incontrarono moltissimo, e sino al 1793 era di ritorno in Italia, e diede gli oratorj l'Isacco a Mantova, e l'Ester a Firenze. Dopo il 1796 era egli a Parigi, ove ha composta molta musica pel teatro dell'opera comica. Il successo, ch'egli vi ha ottenuto, sostiene in Francia l'alta riputazione della scuola di Napoli, d'onde è sortito. In Napoli si sono anche eseguite di Tarchi molte messe e vespri a più voci.
Giuseppe Bertini
Dizionario storico-critico degli scrittori di musica e de’ più celebri artisti di tutte le nazioni si’ antiche che moderne
Palermo, dalla Tipografia Reale di Guerra, 1814
TARCHI ANGELO nacque in Napoli nel 1760. Dalla prima età, essendo assai proclive alla Musica, volle riceverne l'insegnamento nel Conservatorio detto della Pietà de' Turchini ove dimorò anni 13, ed avendo in esso fatto sommo profitto fu deputato ad essere maestro degli alunni. Indi trascorsi due anni da che uscì dal Liceo fu eletto maestro proprietario, giacchè secondo la legge di quel luogo non potea divenirlo, se non compiti gli anni 25, che ancor non aveva quando ne uscì. Nel 1781, stando ancora nel Conservatorio, scrisse la prima opera buffonesca, che avea per titolo l'Archetiello rappresentata dagli alunni del detto Convitto: la quale anche Ferdinando IV volle udire in Caserta. E portandone ancora la veste compose per lo teatro nuovo il dramma intitolato la caccia di Errico IV, che ottenne favorevol successo; e per lo teatro del fondo un intermezzo.
Fatto noto il di lui valore compose per Milano il dramma serio l'Ademira nel 1783; per lo teatro capranica di Roma l'intermezzo li due fratelli pappamosca, e per quello di Valle della Città medesima l'intermezzo Don Falloppio nel 1784. Poscia nel 1785 scrisse per Torino altro dramma serio che avea per titolo Arianna e Teseo, e per Venezia nel 1786 l'Ifigenia in Tauride. In seguito per Milano l'Astianatte -- per Firenze il Publio -- per Crema il Demofoonte -- per Torino nel 1787 il trionfo di Clelia -- per Mantova l'Artaserse -- per Venezia Paolo e Virginia -- nel 1788 scrisse nuovamente per Roma li due rivali dramma giocoso -- per Milano il Mitridate che fu molto applaudito, ed il Conte di Sardagna -- per Padova l'Antioco -- per Monza lo spazzacamino, con felice successo -- per Venezia nel 1790 l'apoteosi di Ercole -- per Vicenza l'Ezio -- per Roma l'Olimpiade -- nel 1791 per Torino il Giulio Sabino, Alessandro nelle Indie, e l'Armida -- e per Milano la morte di Nerone.
Il sommo valore del Tarchi nella scienz'armonica palesato nelle di sopra descritte più cospicue Città d'Italia non si ristette solamente nelle medesime, ma si conobbe anche oltramonti: quindi nel 1789 fu invitato in Londra a metter in Musica le opere serie il disertore, ed Alessandro nelle Indie, ed in Parigi il Don Chisciotte, il Cabriolet, e l'albergo in albergo in 3 atti.
Nelle dette grandi Città il Tarchi riscosse non minori applausi di quelli ricevuti in Italia, e fu generalmente encomiato qual ottimo Compositore.
Scrisse anche in Napoli diverse Musiche sacre come Messe -- Vespri a 4, ed a 5 voci -- uno Stabat mater a 4 voci -- e la lezione 3.a del 2.° notturno dell'uffizio del S. Natale. Compose pure diverse arie, e duetti in 4 volumi. Ci è ignoto l'anno della sua morte.
Carlantonio de Rosa marchese di Villarosa
Memorie dei compositori di musica del Regno di Napoli
Napoli, dalla Stamperia reale, 1840