LATILLA (Gaetano), maestro di cappella in Venezia, nacque in Napoli circa 1710. Giovane fu il rivale di Jommelli e di Galuppi nelle sue composizioni da teatro: ma conservò poi più che essi la maniera semplice e seria dell'antica scuola. Gl'Italiani l'hanno in conto de' migliori moderni contrappuntisti. Il d. Burney lo rincontrò in Venezia nel 1770. Egli era zio del cel. Piccini.

Giuseppe Bertini
Dizionario storico-critico degli scrittori di musica e de’ più celebri artisti di tutte le nazioni si’ antiche che moderne
Palermo, dalla Tipografia Reale di Guerra, 1814


LATILLA GAETANO. Nacque in Napoli circa il 1710. Fu alunno del Conservatorio di S. Onofrio. Si portò in Venezia, ove cominciò ad insegnar la Musica con buon successo. Essendo giovane volle rivalizzar con Jommelli, e con Galuppi ne molti componimenti teatrali (di cui ignoro i titoli); ma conservò la maniera semplice, e seria dell'antica scuola. Gl'italiani lo stimarono come uno de' migliori contrappuntisti. Nel 1770 ancora viveva. Egli era zio del celebre Picinni.

Carlantonio de Rosa marchese di Villarosa
Memorie dei compositori di musica del Regno di Napoli
Napoli, dalla Stamperia reale, 1840


LATILLA Gaetano.
Compositore, nato a Bari il 10 gennaio 1711, come risulta dall'atto di nascita, da Nicola e da Rosa Guarino. Morto a Napoli il 15 gennaio 1738. Fanciullo cantore della Cattedrale di Bari, ricevette i primi insegnamenti da D. Nicola Calatrava, maestro di cappella, poi, a 15 anni, passò a Napoli ed entrò al S. Onofrio, allievo di L. Prota e F. Feo. Nel 1732 esordì ai Fiorentini con Li marite a forza, che fu accolto felicemente, così come tutti gli altri lavori che seguirono nello stesso teatro.
Ciò gli procurò vantaggiose scritture per altri teatri d'Italia. Il 31 dicembre 1738 venne nominato secondo maestro di cappella della Basilica di S. Maria Maggiore di Roma. Nel 1740 fu invitato dal S. Carlo di Napoli a scrivere per 200 ducati Olimpia nell'isola d'Ebuda che fu rappresentata solo il 20 gennaio 1741, «perchè essendo un dramma, che, a differenza del Metastasio, portava seco molte decorazioni, accidenti e varie mutazioni di scene, occorse maggior tempo per metterlo in iscena, sembrando più opportuno rappresentarlo nel Carnevale». Presero parte a questa rappresentazione: Caffarelli, Manzuoli e Anna Strada. Adducendo motivi di salute, Latilla si dimise il 9 aprile 1741 dal posto che occupava a Roma per dedicarsi completamente al teatro. Nel 1742 fu a Torino, poi ancora a Napoli, dove ottenne grande successo con Adriano in Siria, e nel 1749 con una nuova versione di Zenobia, per la quale furono chiamati da Vienna il sopranista Monticelli e la Aschieri. Con ogni probabilità si trasferì a Venezia nel 1751 (qualcuno dice 1756) e si sposò con la cantante Domenica Casarini. Il nome di Latilla intanto si fà strada e le sue opere si danno, oltre che nelle principali città italiane, a Londra, Monaco, Lisbona, Brunswick, Parigi, Copenaghen, Dresda, Amburgo, Amsterdam, Vienna, ecc. Fortunata riuscita ebbero i vari adattamenti del Gismondo, rappresentato a Londra nel 1749 col titolo Don Calascione da una compagnia italiana diretta da V. Ciampi, insieme all'Orazio e alla Commedia in commedia, che il Burney giudicò «truly characteristic and charming».
Nel 1752 a Parigi, dove gli cambiarono il cognome in Atilla, con la Finta cameriera, contribuì, insieme agli intermezzi di Pergolesi, Auletta ed altri, al «rinnovamento del gusto francese» e alla «revisione di problemi teatrali e musicali», come scrive Della Corte, conseguenti alla ben nota «querelle des bouffons». Nel 1756 divenne maestro del Conservatorio della Pietà di Venezia, ma nel 1758 fu nuovamente a Napoli, invitato dall'Impresario Grossatesta a comporvi l'Ezio, per festeggiare l'onomastico della Regina Maria Amalia. Tornato a Venezia nel marzo del 1762 divenne secondo maestro della Cappella Ducale di S. Marco, al posto di Galuppi, promosso primo maestro. In tale mansione lo trovò il Burney, il quale lo giudicò «compositore distintissimo», «uomo semplice, savio, leale», che «ha molto letto e meditato sulla musica degli antichi come su quella dei moderni, al successo della quale ha molto contribuito». Ritornato a Napoli, per divergenze economiche, si dette all'insegnamento. È noto in questo campo come egli pretendesse dai suoi allievi: 1 carlino se napoletano, 2 se forestiero, 3 se inglese. Fu chiamato ancora qualche volta a comporre opere, ma non più come prima, e nel 1774, avendo la Giunta prospettato al Re di far scrivere un'Olimpiade da rappresentarsi al S. Carlo il 30 maggio dello stesso anno, si vide preferire il nipote Niccolò Piccinni, figlio della sorella Silvia.
Nel 1779 dette la sua ultima opera, Gli sposi incogniti, ma oramai era stanco.
Opere: Li marite a forza, buffa su lib. di B. Saddumene (Napoli, Fiorentini, 1732); Ottavio, id. su lib. di G. A. Federico (id. 1733); Gl'ingannati o Gl'Innamorati, id. T. Fonsacomico (id. 1735); Temistocle, seria su lib. di P. Metastasio (Roma, Tor di Nona, 1737); Gismondo, buffa su lib. napoletano di G. Federico (Napoli, Fiorentini, 1737), poi in italiano col titolo La finta cameriera, versione di G. Barlocci (Roma, Valle, 1738); in seguito ancora come La giardiniera contessa, (Amburgo, 1744); come Don Calascione (Londra, 1749); come La giardiniera (Colonia, 1749); come La giardiniera fatta contessa per le stravaganze di Don Calassione (Dresda, 1762); Polipodio e Rucchetta, intermezzo (Roma, Argentina, 1738); Orazio, buffa su lib. di A. Palomba, con arie tratte dal «Maestro di Musica» di Pergolesi (Roma, Valle, 1738); Madama Ciana, in origine Donna Marzia, buffa su lib. di G. Barlocci (id. 1738), riprodotta anche come L'ambizione delusa (Torino, Carignano, 1747); come Ciana (id. 1748); come La nobiltà immaginaria (Vienna, 1748); come Gli artigiani arricchiti (Paris, Opéra, 1753); Demofoonte, seria su lib. di P. Metastasio (Venezia, S. Giov. Grisostomo, 1738); Romolo, buffa su lib. scon., con D. Terradellas (Roma, Delle Dame, 1739); Le amazzoni, seria su lib. scon. (id. 1739); Siroe, id. su lib. di P. Metastasio (id. 1739), assistette a questa rappresentazione De Brosses, il quale scrisse che «a Roma, oggi, è di moda Latilla», aggiungendo che «fu un vero avvenimento artistico, se vi intervenne anche il Cardinal Camerlengo, l'Eminentissimo Albani»; Cerere, composizione musicale (Roma, Tor di Nona, 1740); Olimpia nell'isola di Ebuda, seria su lib. di A. Trabucco (Napoli, S. Carlo, 1741); Zenobia, seria su lib. di P. Metastasio (Torino, Regio, 1742, e in una seconda versione, Napoli, S. Carlo, 1749); La vendetta generosa, id. id. (Napoli, Fiorentini, 1742); La gara per la gloria, divertimento teatrale su lib. di B. Vitturi (Venezia, Giustiniani di S. Mosè, 1744); Amare e fingere, buffa su lib. di A. Villani (Napoli, Nuovo, 1745); Il concerto, id. su lib. di P. Trinchera (id. 1746); Catone in Utica, seria su lib. di P. Metastasio (Roma, Capranica, 1747); La commedia in commedia, buffa su lib. di G. Barlocci (Ferrara, Bonacossi, 1747), poi come Il vecchio amante (Torino, Carignano, 1747); Il barone di Vignalunga, id. su lib. di A. Palomba (Napoli, Nuovo, 1747); La Griselda, seria su lib. di A. Zeno (Roma, d'Alibert, 1747); Adriano in Siria, id. su lib. di P. Metastasio (Napoli, S. Carlo, 1747); La Celia, buffa su lib. di A. Palomba (Napoli, Fiorentini, 1749); L'astuzia felice, id. su lib. di C. Goldoni (Torino, Carignano, 1750); L'amore in tarantola o L'amore in trappola, id. su lib. dell'Abate Vaccina (Venezia, Giustiniani di S. Mosè, 1750); La maestra, buffa su lib. di A. Palomba, con G. Cocchi e G. Cordella (Napoli, Fiorentini, 1750); Ciascheduno ha il suo negozio, intermezzo (Madrid, Buen Retiro, 1751); L'opera in prova alla moda, buffa su lib. di G. Fiorini (Venezia, Giustiniani di S. Mosè, 1751); Urganostocor, seria su lib. di G. Fiorini (id. 1751); La pastorella al soglio, id. su lib. di G. C. Pagani Cesa (id. 1751); Gl'impostori, id. su lib. scon. (id. 1751); La Griselda, con modifiche (Venezia, S. Cassiano, 1751); L'isola d'amore, buffa su ilb. di A. Rigo (A. Gori) (Venezia, Giustiniani di S. Mosè, 1752); L'Olimpiade, seria su lib. di P. Metastasio (Venezia, S. Cassiano, 1752); Alessandro nelle Indie, id. id. con altri bravi autori (id. 1753); Antigona, id. su lib. di G. Roccaforte (Modena, T. di Corte, 1753); Venceslao Re di Polonia, id. su lib. di A. Zeno (Barcellona, T. di Vera Cruz, 1754), per solennizzare il giorno natalizio di S. M. Ferdinando VI; Il protettore del poeta, intermezzo su lib. di G. Piccinelli (Roma, Valle, 1754); Il giuoco dei matti, buffa su lib. di A. Palomba (Napoli, Nuovo, 1754); Tito Manlio, seria su lib. di G. Roccaforte (Roma, Capranica, 1755); La finta sposa, buffa su lib. scon. (Bologna, Formagliari, 1755); Ezio, seria su lib. di P. Metastasio (Napoli, S. Carlo, 1758); L'amore artigiano, buffa su lib. di C. Goldoni (Venezia, S. Angelo, 1761); Merope, seria su lib. di A. Zeno (Genova, Del Falcone, 1763); La buona figliuola supposta vedova, buffa su lib. di A. Bianchi (id. 1765); Gl'inganni amorosi, id. su lib. di P. Mililotti (Napoli, Fiorentini, 1774); I cavalieri lunatici burlati da Stellidaura Maga, buffa su Ib. scon. (id. 1774); Il maritato fra le disgrazie, id. su lib. di G. Palomba (id. 1774); Antigono, seria su lib. di P. Metastasio (Napoli, S. Carlo, 1775); Gli sposi incogniti, buffa su lib. di P. Mililotti (Napoli, Nuovo, 1779); Macduwel, seria su lib. scon. (Venezia, La Piccola Fenice, 1828), postuma. Si attribuisce a Latilla un Ciro riconosciuto su lib. di P. Metastasio, rappresentato a Napoli. Altre musiche: Le caprice amoureux ou Ninette à la cour, pasticcio con musiche di Cocchi, Sellitti, Jommelli, Latilla e altri; 24 arie; 3 sinfonie; 6 sonate a 4 parti (edite dal Welcher di Londra); Musica sacra varia; Solfeggio per soprano con accompagnamento di pianoforte; L'onmpotenza e la misericordia divina, oratorio, ecc.
Bibliog. essenziale:
Burney C.: A general history of music, (Londra, 1776-89); id.: Viaggio musicale in Italia (Palermo, 1921); id.: On the present state of music en France and Italy (Londra, 1771); Cimaglia V.: Saggi teatrali analitici (Napoli, 1817); Ferrari G. G.: Memorie, 2 voll. (Londra, 1830), in. it. Aneddoti piacevoli (Palermo, s.d.); Caff A: Storia della musica sacra nella già Cappella Ducale di S. Marco in Venezia (Venezia, 1854); Bertini G.: op. cit.; Marchese di Villarosa A.: op. cit.; Florimo F.: op. cit.; Grove's: op. cit.; Croce B.: I teatri di Napoli (Napoli, 1891); Petroni G.: op. cit.; Faenza V.: art. cit.; Bellucci M. A.: art. cit.; id.: G. Latilla (in Napoli Musicale, XVII); id.: N. Piccinni nel centenario della morte (Bari, 1900); Villani C.: op. cit.; Schmidi C.: op. cit.; Della Corte A. e Gatti G. M.: op. cit.; Della Corte A: L'opera comica italiana nel '700: op. cit.; Raeli V.: op. cit.; Roncaglia G.: Il melodioso settecento italiano (Milano, 1933); De Saint Foix G.: Les maîtres de l'opéra boufte dans la musique de chambre à Londres (in Rass. Mus. It., XXXI, 1924); Bellucci Lasalandra M.: Saggio cronologico delle opere teatrali di G. L. (in Japigia, 1934; id.: Vita e tempo di G. Latilla (in Arch. St. Pugl., Bari, 1954); Walker F.: Orazio: the History of pasticcio (in M. Q. luglio 1952); Tintori G.: op. cit.; Enciclopedia dello spettacolo: op. cit.; Viterbo M.: Il musicista barese G. musica: op. cit.

Pasquale Sorrenti
I musicisti di Puglia
Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1988