Carlo Pedrotti
PEDROTTI CARLO (1817 - 1893) - Operista geniale e celebrato direttore d'orchestra. Alla scuola di Domenico Foroni sviluppò in breve tempo e con sorprendenti risultati l'inclinazione dimostrata fin da fanciullo per la musica. I suoi primi saggi di composizione datano da quando egli era appena quindicenne e pochi anni dopo scrisse due opere, una d'argomento serio: Antigone, l'altra semiseria: La sposa del villaggio, che non vennero mai rappresentate. Il suo primo successo nel campo della composizione teatrale lo ottenne a 23 anni con l'opera Lina eseguita al Filarmonico il 2 agosto del 1840, e nell'autunno dello stesso anno, ancora al nostro massimo teatro, sottopose al giudizio dei suoi concittadini una seconda opera: Clara, accolta con fervido tributo d'applausi. Invitato ad Amsterdam per dirigere l'orchestra del Teatro Italiano, vi rimase cinque anni, nel corso dei quali mise in scena due suoi acclamati melodrammi: Matilde e La figlia dell'Arciere dedicata alla regina d'Olanda. Nel 1845 era nuovamente a Verona, dove il 22 febbraio 1846, sempre al Filarmonico, ottenne un altro vivissimo successo con la Romea di Monfort. Fino al 1850 svolse esclusivamente attività di maestro al cembalo e di direttore d'orchestra nei teatri veronesi e particolarmente al Filarmonico, sul podio del quale fu per l'intera stagione di carnevale 1846-47, accollandosi il peso e la responsabilità di concertare e dirigere ben cinque opere di considerevole mole. Il suo rientro, come operista, nei teatri italiani ed esteri avvenne nel 1851, anno in cui fece rappresentare al Nuovo di Verona la sua leggiadra Fiorina o La Fanciulla di Glaris, vero gioiello dell'arte, eseguita pure al Tr. Italiano di Parigi l'8 dicembre 1855. Seguirono: Il Parrucchiere della Reggenza (Tr. Nuovo, 1852); Gelmina o Col fuoco non si scherza (Milano, Teatro Scala, 3 nov. 1853); Genoveffa di Barabante (ivi, 20 marzo 1854); Tutti in maschera (Verona, Teatro Nuovo, 4 nov. 1856) rappresentata anche in lingua francese all'Athenée di Parigi il 2 settembre 1869, con il titolo Les Masques, e in lingua originale all'Opera di Vienna il 18 maggio 1865. Questo autentico capolavoro, la cui smagliante Sinfonia è destinata a vita imperitura, apparve poi, per molti anni, nei più importanti teatri del mondo. Il 18 novembre 1866, mentre la città era ancora in festa per la liberazione dal giogo straniero, diresse al Filarmonico un suo Inno al Re, su testo del concittadino Gemma e un Inno ai prodi d'Italia del nostro Alessandro Sala. La vasta produzione operistica del Pedrotti si completa con le seguenti opere: Isabella d'Aragona (Torino, Teatro Vitt. Emanuele, 7 febbraio 1859); Guerra in quattro (Milano, Teatro Canobbiana, 25 maggio 1861); Mazeppa (Bologna, Teatro Comunale, 3 dicembre 1861); Marion Delorme (Trieste, Teatro Grande, 16 nov. 1865); Il Favorito (Torino, Teatro Regio, 15 febbraio 1870); Olena la Schiava (Modena Teatro Municipale, 4 maggio 1872). Oltre che compositore di tanti applauditi melodrammi, il Pedrotti fu direttore d'orchestra universalmente ammirato. Nel 1868 passò a Torino, per dirigere quel Liceo Musicale e l'orchestra del Teatro Regio, nonché un'impresa di concerti popolari, nei quali innestava sovente qualche pezzo sinfonico. Dai torinesi, che lo amavano con giusto sentimento d'orgoglio, ebbe in dono quella famosa bacchetta conosciuta come «scettro di re»: una bacchetta legata in oro ai due capi e gemmata nel mezzo. Nel 1882 ebbe la nomina a direttore del Liceo di Pesaro, posto ch'egli coprì con sommo onore fino a poco innanzi la sua tragica morte. Colpito da grave malattia, si gettò nell'Adige il 16 ottobre 1893. Un lutto dolorosissimo per Verona e per l'Italia che perdettero un musicista tra i più celebrati dell'epoca. (Cfr. A. Sala: I Musicisti Veronesi).
Alberto Gajoni Berti
Dizionario dei musicisti e cantanti veronesi (1400-1966)
Verona, Tipo-lito Cortella, 1966