ALDIGHIERI GOTTARDO (Lazise, 1824 - Verona, 1906) - Baritono. Interruppe gli studi universitari per partecipare ai moti politici del '48 ed arruolarsi nella compagnia di Manara, in Tirolo. Passò quindi nelle file dell'esercito sardo e combatté a Novara. Per poter correre al letto del padre morente dovette chiedere la grazia sovrana, che gli fu concessa con l'inibizione di riprendere gli studi all'Università patavina.
Dimenticò allora Esculapio per abbracciare Euterpe. Iniziati severi studi con Domenico Foroni e Paolo Bombardi a Verona, si trasferì a Milano ove completò la sua preparazione alla scuola di Francesco Lamperti. Debuttò al Teatro Grande di Brescia nel 1858 con la Traviata.
A quel debutto era presente la nostra celeberrima Maria Spezia - che divenne in seguito sua moglie - la quale intuì subito i tesori racchiusi in quell'ugola e si dedicò con amorosa cura ad aprire all'ancor acerbo cantante l'orizzonte della vera e grande Arte. Con tale preziosa guida l'Aldighieri percorse rapidamente le maggiori scene italiane, Scala compresa, e la sua fisionomia artistica acquistò in breve una personalità eccezionale per la qualità inimitabile della voce, per il metodo di canto, per il talento superiore.
I piú severi critici dell'epoca furono concordi nel qualificare il suo organo vocale «un vero portento di forza, di intensità, d'espansione e di respirazione». La flessibilità, la naturalezza, la spontaneità d'emissione gli permettevano di estendere la sua voce per oltre due ottave - dal sol grave al si bemolle acuto - con una potenza di suoni veramente rara. Cantò nelle principali lingue: sei stagioni a Milano, dodici al S. Carlo di Napoli, nove a Firenze, tre a Roma, otto a Trieste, sei a Madrid, quattro a Lisbona, due a Parigi, a Berlino, a Vienna, a Torino, a Bologna e a Verona, oltre ad un numero considerevole di concerti, quasi tutti a scopo benefico. Alla Scala (8 aprile 1876) fu il grande creatore della bieca figura di Barnaba nella Gioconda, e al Comunale di Bologna creò il ruolo di Volframo Eschendach nella prima esecuzione italiana del Tannhäuser. Buon scrittore di versi, fu l'autore del testo letterario del famoso valzer di Arditi: Il bacio. Soffriva il mal di mare e rifiutò sempre di recarsi in America, nonostante i favolosi emolumenti che gli impresari Ferrari e Mapleson gli offrivano. Al plauso di tanti pubblici, aggiungeva la deferenza di Accademie Filarmoniche e Scientifiche nonché di personaggi e uomini illustri. Dai Sovrani d'Europa ebbe tre commende, quattro cavalierati, doni ricchissimi e fotografie con autografi.

Alberto Gajoni Berti
Dizionario dei musicisti e cantanti veronesi (1400-1966)
Verona, Tipo-lito Cortella, 1966