Linda Cannetti Bravi
CANNETTI LINDA (Legnago, 1878) - Soprano. Voce bellissima, talento superiore, vasta cultura musicale. Con questi tre requisiti signoreggiò lungamente sulle scene liriche d'ogni paese conquistando tutti i pubblici che hanno avuto la fortuna d'udirla. Ebbe interpretazioni personali di grande rilievo e quale Elsa nel Lohengrin fu per molto tempo ineguagliabile. Alla Scala sostenne quella parte ventiquattro sere a fianco di Cesa-Bianchi e non v'è grande teatro nel mondo che si sia fatta sfuggire l'occasione di averla almeno una volta interprete di quel personaggio wagneriano. Il suo canto era di una dolcezza rara e aveva delle caratteristiche proprie ed inimitabili. Ogni frase di contenuto melodico veniva declinata morbidamente, lumeggiato con grazia ogni accento, e il canto piano e legato aveva smorzature dolcissime e portamenti di suono veramente squisiti. Anche il suo portamento sulla scena aveva un fascino singolare. Quella figura compostissima, semplice e nello stesso tempo aristocratica, incatenava l'attenzione per tutto lo svolgersi dell'azione: attraverso l'interprete magnifica veniva rivelata una vita senza finzione, in cui si sentivano esaltati la gioia vera e il vero dolore. La Cannetti andò sposa al rinomato tenore Francesco Bravi, e presto vedova con non altra eredità che due teneri bambini da curare e da educare. Il periodo dell'amore e della maternità divise in due tempi la sua carriera; ma la ripresa fu rapida e densa di soddisfazioni. Elsa del Lohengrin, Margherita del Faust, Santuzza, Nedda, Violetta sono stati i personaggi con cui guadagnò fin dai primi anni il favore del pubblico. Qualche tempo dopo la morte del marito, ritornò al teatro, come ad un rifugio che poteva lenire l'acerbo dolore. Cantò alla Scala la parte di Crisotemide nell'Elettra di Strauss, in modo da meritarsi lusinghierissime critiche dalla stampa e la riconferma per la stagione successiva in cui interpretò superbamente la parte di Glauce nella Medea di Cherubini. Va ricordato il successo delirante riportato nel Faust al nostro Filarmonico nel 1915. Per poterla sostituire degnamente durante una lieve indisposizione, si ricorse ad un'artista quale era Giannina Russ; e quando la Cannetti, ristabilita, si ripresentò al suo pubblico, venne accolta da una vera pioggia di fiori e da una ovazione che pareva non dovesse più cessare. Sulle stesse scene cantò ne I Maestri cantori (Fiera di marzo, 1920), Amore dei tre re, scelta dall'autore che ne diresse l'esecuzione (carnevale 1920-21), nella sacra rappresentazione del Cattozzo I misteri gaudiosi (primavera, 1923) e nella Bisbetica domata di Piero Bottagisio (Fiera di marzo, 1928).
Alberto Gajoni Berti
Dizionario dei musicisti e cantanti veronesi (1400-1966)
Verona, Tipo-lito Cortella, 1966
Linda Cannetti Bravi (Legnano, 8.XI.1878 – Milano, 14.III.1960) noto soprano, esordì nel 1899 nel ruolo di Margherita nel Faust. Tra le opere del suo repertorio, splendide furono le interpretazioni di Pagliacci, Bohème e Lohengrin. Interprete di diverse prime svoltesi alla Scala (Elektra di Strauss, L’Africaine e Margherita di Brüggemann, L’Amore dei tre re di Montemezzi, Francesca da Rimini di Zandonai e tante altre) predilesse il repertorio postverista. Congedatasi dall’attività teatrale nel 1928, si dedicò all’insegnamento.
Claudio Paradiso, Andrea Pomettini, Daria Grillo
Arrigo Tassinari ovvero i fasti del primo Novecento musicale italiano, con CD audio
Perugia, Edizioni Anteo, 2009