ISTITUTO Musicale Venturi
Venne fondato su iniziativa di Faustino Gaza il 12 gennaio 1864 quando nell'aula del consiglio di disciplina della guardia nazionale, undici cittadini (Franchi, Berardi, Camplani, Perugini, Brusa, Gaza, Pilati, Quaranta, Chiappa, Da Ponte e Consolini), soci del gruppo a cui si accennava prima, si riunirono in assemblea per fissare l'ammontare delle sottoscrizioni in denaro, che sarebbero servite per finanziare una «scuola filarmonica gratuita popolare». La cifra totale fu concordata in L. 2.000. Furono poi nominati i signori Franchi, Gaza e Camplani, come membri di una commissione provvisoria, a cui era demandato l'incarico di fissare alcune norme preliminari, e di stendere lo statuto provvisorio della «società per la fondazione in Brescia dell'Istituto musicale». Alla sua morte Carlo Antonio Venturi (1805-1864) lasciava gran parte del suo patrimonio valutato sulle 165.000 lire per la fondazione di un Istituto Filarmonico e di una scuola gratuita di musica, di canto e specialmente di strumenti ad arco. Il 24 aprile 1864 venne approvato definitivamente lo Statuto e il 14 maggio gli stessi nominarono il presidente nella persona del conte Antonio Valotti. Il 14 agosto 1864 veniva definitivamente approvato, nella riunione generale dei soci il regolamento che tra l'altro obbligava per due anni gli allievi del canto a prestare servizio nella Cappella del Duomo e quelli di strumenti nell'orchestra del Grande e nella banda della Guardia Nazionale. Il municipio aveva già concesso la sede nella casermina di S. Giuseppe in rua Confettora, assieme alla scuola della banda. La scuola cui si iscrissero 90 alunni subito selezionati a 44 venne aperta il 3 novembre 1864 con gli insegnanti di violino, canto, ottoni, contrabbasso e clarinetto. Chiarite le controversie suscitate dall'applicazione delle volontà testamentarie del Venturi e i rapporti con il Municipio, l'Istituto musicale cedeva il posto al nuovo Istituto filarmonico Venturi, di cui il 3 dicembre 1866 il Consiglio Comunale approvava tutte le disposizioni. L'Istituto filarmonico Venturi iniziava così col preciso scopo di impartire l'istruzione musicale a giovani di speciale attitudine per la musica e di condizione bisognose. Il 'Regolamento organico' (1 novembre 1866) dell'istituto ricalcava quello steso dalla società privata, con poche opportune varianti: il Municipio si assumeva la direzione e l'amministrazione del sorgente 'Venturi' che pertanto demandava ad un apposito consiglio direttivo. Questo, composto da sette membri, compreso il presidente, a nomina della Giunta municipale e col compito di attendere «all'immediata direzione scolastica, economica, disciplinare», sarebbe stato affiancato da una giunta di consulta, a nomina del Municipio, di almeno due membri scelti tra «i più distinti maestri e cultori di musica di questa città». La quale giunta era investita dell'incarico di assistere il consiglio «nelle deliberazioni concernenti la parte tecnica». Il primo corpo insegnante, che era così composto: M.o Consolini - direttore e insegnante di canto, M.o Conti - insegnante di violino, M.o Piatti - insegnante di violoncello, M.o Sanvito - insegnante di contrabbasso, M.o Taveggia - insegnante di clarinetto, M.o Tosi - insegnante di strumenti d'ottone, nel 1872 veniva assunto in gestione dal comune di Brescia. Nel 1895 si aggiunsero anche l'insegnamento della viola e del pianoforte. Un'altra sezione di pianoforte venne aggiunta nel 1929. Salirono poi a sei. Dal 1934-1935 al 1944-1945 l'Istituto ospitò un corso libero di arpa, riattivato poi come sezione nel 1963. Dal 1947 venne istituita una classe di composizione e nel 1956 quella di organo e composizione organistica. Ben presto era stata arricchita anche la sezione di canto con la scuola di elementi e di canto corale istituita a partire dall'anno scolastico 1872-1873. Soppressa nel 1933, venne riattivata nel 1959-1960 avendo a istruttore Giovanni Ugolini cui successe nel 1964-1965 Pietro Zanoni. La scuola giunse ad una definizione dal punto di vista del programma da svolgere intorno al 1900. Nei 'programmi d'insegnamento' dell'Istituto, stampati nel 1905 essa, arricchita di numerosi allievi, risulta articolata in tre corsi e per volume di testo s'adotta il metodo del Dacci. A questa materia s'aggiunse poi nel 1900, assolvendo così efficientemente alla preparazione elementare degli allievi, un corso di solfeggio cantato, anch'esso suddiviso in tre anni (e addirittura affidato per il momento ad un altro insegnante). Scopo del corso era di portare l'allievo all'uso cosciente del mezzo vocale attraverso esercizi di respirazione, d'intonazione degli intervalli e delle scale, fino all'esecuzione a prima vista di solfeggi cantati scritti nelle diverse chiavi. Tra i metodi usati, oltre al Bucheron, al Nava e al Concone, figurava quello redatto all'uopo con finalità propedeutiche dallo stesso Isidoro Capitanio, allora titolare del corso. Più lenta l'acquisizione di materie complementari. Col 1903-04 si inserì, in via provvisoria, una classe di armonia e una di pianoforte complementare: la prima destinata a tutti gli strumentisti dei corsi più avanzati; la seconda invece riservata soprattutto ai violinisti ma aperta a quanti altri dimostrassero interesse ad apprendere i rudimenti essenziali della tecnica pianistica (materia d'obbligo questa per gli esami di diploma nei conservatori statali). Lo studio del pianoforte complementare era pure da svolgersi in quattro anni e iniziava alla tecnica strumentale attraverso gli esercizi di Czerny (op. 51 e 599), di Bertini (25 studi per le piccole mani), per poi condurlo ad un grado sufficientemente sviluppato di scioltezza digitale col valido aiuto ancora di Czerny (30 studi di meccanismo, 24 e 40 studi di velocità); storia ed estetica vennero introdotte nel 1936. Nel 1891, vennero iniziati i saggi annuali, particolarmente seguiti dalla cittadinanza. Via via l'Istituto entrò in possesso di capitali provenienti dal lascito di L. 25.000 del comm. Carlo Baresani, dal lascito di L. 20.000 degli eredi Andrea Franchi per l'assegnazione di premi ai migliori alunni dell'Istituto, dal premio di L. 500 al miglior alunno dell'Istituto, dal lascito di L. 10.000 della signora Maria Anna Gorio ved. Bettoni per onorare la memoria di Filippo Bettoni, musicista bresciano e già Presidente della Società dei Concerti. La popolazione scolastica andò sempre più aumentando: dai 41 accettati nel 1866-1867 a 120 nel 1953-1954. La prima sede dell'Istituto fu in contrada Fontana Rotonda (oggi via L. Cominassi). Nel 1891 venne trasferita nel palazzo Martinengo - Palatino in piazza Nuova (oggi piazza delle Erbe) dove potè usufruire della sala Apollo. Nel 1928 nuovo trasferimento in corso Magenta, 52 nell'antico convento di S. Barnaba, dove utilizzò la Sala Pietro Da Cemmo. Dal maggio 1955 venne collocata in Contrada S. Urbano, n. 12. Nel dicembre 1935 Antonio Grassi proponeva la parificazione che venne riproposta nel 1946 ma che si realizzò solo il 27 ottobre 1971 quando l'Ispettorato per l'Istruzione artistica comunicava che, in accoglimento dell'istanza a suo tempo inoltrata, aveva disposto la trasformazione dell'Istituto musicale pareggiato «A. Venturi» in Conservatorio di musica di Stato, a decorrere dal 1° ottobre 1971. Il 23 maggio 1972 il ministero della Pubblica Istruzione approvava lo schema di convenzione invitando l'Amministrazione comunale di Brescia a deliberare in proposito. Il testo definitivo venne firmato nel febbraio 1973. In forza del documento che era stato in precedenza ratificato dal Consiglio comunale, a decorrere dal 1° ottobre 1971 l'Istituto musicale «Venturi» di Brescia, pareggiato ai conservatori di musica statali e gestito dall'Amministrazione comunale di Brescia, passava alle dipendenze dello Stato ed ha assunto la denominazione di Conservatorio di musica. Esso assumeva l'ordinamento previsto per i conservatori di musica statali e sarà governato nelle forme e nei modi prescritti per i predetti Istituti dalle leggi e dai regolamenti in vigore per l'istruzione artistica. L'Amministrazione comunale di Brescia si obbligava a cedere in uso gratuito allo Stato, per la durata di 99 anni, come sede del conservatorio, i locali situati in via Gezio Calini, attuale sede, impegnandosi ad effettuare a proprie spese i lavori di rifinitura e di consolidamento che saranno ritenuti necessari per il suo funzionamento. Tuttavia solo l'11 dicembre 1976 l'Istituto diventò Conservatorio di Stato con 48 cattedre di insegnamento. Direttori: Giovanni Consolini (1866-1872), Romano Romanini (1872-1934), Mario Ruminelli (1935-1942), Isidoro Capitanio (1942-1944), Luigi Manenti (1946-1966), Felice Luscia (1967....).

EB – Enciclopedia Bresciana di Antonio Fappani
Fondazione Civilità Bresciana
Brescia
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