FONTANA Giovanni Battista
(Brescia, 1592 - Padova, 1631). Violinista, fu uno dei principali promotori dello stile musica da camera. Incominciò la sua carriera nella chiesa delle Grazie a Brescia, fu poi a Venezia, Padova e Roma. Nel 1627 era a Padova al servizio del vescovo card. Valier e in tale città morirà di peste. Nella dedica all'edizione postuma del 1641 delle Sonate del Fontana, il violinista è definito da Giovanni Richino, "uno dei più singolari virtuosi ch'habbia havuto l'età sua nel toccare il Violino / e bene s'è fatto conoscer tale non solo nella sua Patria, ma bensì a Venetia, in Roma, e finalmente a Padova, dove qual moribondo Cigno / spiegò più meravigliosa la soavità della su Armonia". Grande estimatore fu anche Cesario Gussago. Fu, oltre che esecutore di musiche d'assieme, solista o come oggi si dice "concertista". Forse la sua opera migliore, la più completa, è la raccolta pubblicata postuma nel 1641 che ha per titolo: "Canto Primo / Sonate a 1, 2, 3 per Violino o Cornetto. Fagotto, Chitarrone, Violoncino o / simile altro Istromento / del già M.to Ill.re Sig.re Gio.Battista Fontana / nell'eccellenza di questa professione fra / i migliori Ottimo / Dedicate / All'Ill.mo et R.mo Mons.r / Abate Gio. Maria Roscioli / Coppiero di N.S. Papa Urbano VIII / in Venetie MDCXXXXI. Appresso Bartolomeo Magni A.". Tali sonate sono composte a una, due e tre parti, per violino e cornetto, fagotto, chitarrone o violoncino o simile strumento. Alcune di queste sonate contengono un abbondante sviluppo, quantunque la maggior parte non consti che di un solo tempo. Anche se alquanto uniforme nelle matrici ritmiche, nulla toglie alla felicità di certi spunti melodici, alla frequente vivacità, alla naturalezza dell'elaborazione contrappuntistica in Sonate come la Nona per violino, fagotto e cembalo, o la Decima per due violini, fagotto e cembalo, le più belle.

EB – Enciclopedia Bresciana di Antonio Fappani
Fondazione Civilità Bresciana
Brescia
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