Alessandro Longo
Longo, Alessandro
(Amantea, Cosenza, 31 dicembre 1864 – Napoli, 3 novembre 1945).
Pianista, didatta di pianoforte e compositore. Figlio di Achille e di Maria Teresa Russo, compì i suoi primi studi musicali sotto la guida del padre, e a 14 anni (1878) fu ammesso al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Studiò con Beniamino Cesi il pianoforte e la composizione con Paolo Serrao, e si diplomò in pianoforte, organo e composizione.
Dal 1897 insegnò il pianoforte nello stesso conservatorio, e fondò una rinomata scuola pianistica che annovera molti importanti musicisti: in particolare Paolo Denza, Tito Aprea, Lya De Barberis, Antonino Votto, Franco Alfano, ma anche il figlio Achille (compositore: Napoli, 28 marzo 1900 – Napoli, 28 maggio 1954) e la figlia Myriam (pianista). Sposò Luisa Todisco.
L’impegno di rinnovamento della cultura musicale, che aveva in Napoli una capitale indiscussa negli anni che aprirono il XX secolo, lo videro protagonista, sia come musicista impegnato e militante, soprattutto a favore della musica strumentale ed in particolare quella pianistica, sia come personaggio eclettico, didatta, e uomo di cultura. Fondò la rivista «L’Arte pianistica» nel 1914, che ebbe poi il titolo di «Vita musicale italiana» dal 1925, con il preciso intento di approfondire la prassi esecutiva attraverso la divulgazione di saggi e studi, di pagine di critica musicale, quindi di consentire ad un sempre più vasto pubblico di poter avvicinarsi alla musica con maggiore consapevolezza e competenza.
Di grande importanza è la catalogazione completa delle Sonate di Domenico Scarlatti, curate da Longo anche dal punto di vista del loro adattamento al pianoforte, e che vennero integralmente pubblicate da Ricordi tra il 1906 e il 1910. Longo aggiunge al testo di Scarlatti segni di fraseggio e di dinamica, offrendone una versione intrinsecamente per pianoforte, che corrisponde certamente ad un documento di riferimento per avvicinarsi esteticamente alla conoscenza della scuola pianistica napoletana contemporanea attraverso la sensibilità musicale di uno dei suoi massimi esponenti. Parallelamente è di grande rilievo l’atteggiamento musicologico di Longo, che paradossalmente rifiutava di considerarsi musicologo, in un tempo in cui la musicologia italiana era agli albori; ed anche, attraverso altre revisioni di opere del passato più o meno recente, a Longo è attribuibile il tentativo vigoroso di avvicinare la scuola italiana alla tradizione strumentale europea, che a Napoli aveva già trovato fertile terreno nell’impegno di Cesi, Palumbo, Martucci, ed altri musicisti cresciuti artisticamente nel cenacolo strettosi intorno a Sigmund Thalberg.
A Longo non fu estraneo neppure quel particolare impegno che produsse i maggiori trattati di tecnica pianistica tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX; epoca in cui il positivismo influì anche sull’arte strumentale, nella certezza che applicati principi scientifici, o meglio, razionali, si sarebbe in ogni caso addivenuti al conseguimento delle maggiori vette di virtuosismo. La Tecnica pianistica, raccolta in dodici fascicoli, e le collezioni di composizioni didattiche (Czernyana, antologie, studi, revisioni per principianti, etc.) hanno, oltre ad una fortunata diffusione, una decisa importanza che tutt’oggi è riconosciuta in numerosi conservatori e scuole musicali di tutta l’area di insegnamento latina (Italia, Spagna, Sud America).
Longo fu concertista di ottima qualità e camerista raffinato, collaborando con importanti strumentisti e gruppi strumentali della sua epoca. Polemizzò spesso in maniera vivace ed arguta con le scuole di composizione moderne che anche nell’Italia della prima metà del Novecento andavano affermandosi, in particolar modo quella di Alfredo Casella e di Gian Francesco Malipiero, ma anche con il figlio Achille, che faceva parte della nuova scuola di composizione napoletana assieme a Mario Pilati, e che collaborò attivamente alla diffusione di musica contemporanea e dodecafonica nella città partenopea. A Napoli Longo fondò il Circolo Scarlatti, in cui organizzava concerti, e diresse la Società del Quartetto.
La musica di Longo è strettamente legata alla sensibilità romantica, formalmente ancorata a schemi classici e decisamente di stampo pianistico. In alcune composizioni si sente anche l’influsso di un certo cromatismo wagneriano, e Longo stesso gradiva definirsi wagneriano, per quanto si può dubitare che fosse profondamente sentito tale tributo a Wagner ad una analisi attenta della sua opera. Più evidente è invece la ricerca di un lirismo di tipo mendelssohniano-schumanniano-chopiniano, che ha dei momenti di grande efficacia in alcune pagine delle Sonate per pianoforte o delle Suites Romantiche. La sincerità di espressione, unita alla immediatezza di linguaggio e di costruzione melodica, sono certamente le caratteristiche più evidenti dell’opera compositiva di Longo; non manca la conoscenza pianistica straordinaria che indulge continuamente a modelli di invenzione tecnica nel maneggio alla tastiera, a volte mutuati da Chopin e Mendelssohn, ma spesso originali e di grande interesse strumentale. Spesso temi e ritmi della cultura popolare si fanno spazio nella sua musica, ma sempre in una visione colta e salottiera, che guarda bonariamente al folklore.
Straordinario inventore di pagine pianistiche di breve durata (i Morceaux, i Petites Pieces, le Suites e le Piccole Suites, anche a quattro mani), Longo ci lasciò prova della sua abilità di costruttore di immagini musicali anche attraverso i suoi 12 Mosaici Musicali, in cui si serve di temi di Bach, Chopin, Clementi, Beethoven e Schumann e li “assembla” in composizioni che mantengono un sorprendente interesse pianistico. Le Suites per strumento e pianoforte e il Quintetto, composti con dedica a strumentisti con cui Longo soleva tenere concerti insieme, mettono in luce la sua predisposizione alla musica strumentale, così come il ciclo di liriche Idillio di un anno su testi di Francesco Cimmino, confessa una propensione verso il modello del Lied tedesco e francese rispetto all’opera italiana, in un’epoca in cui bisogna ricordare che il melodramma dominava le scene compositive nazionali.
In tutta la sua opera traspare una discrezione ed una delicatezza di sentimenti musicali che, seppure non possono mai dirsi al passo con i tempi rispetto alla coscienza musicale europea per come essa si evolveva naturalmente, illustrano splendidamente l’ambiente borghese colto della prima metà del Novecento, che ebbe nei salotti napoletani terreno particolarmente fertile.
Composizioni
Pianoforte
op.
1 Pagine d’album (contiene: Canto d’amore, Alla mazurka, Barcarola, Berceuse, Notturnino, Scherzino; dedica «Al mio maestro Beniamino Cesi»; 1886; Amburgo/Lipsia, Rahter, 1888).
7 Pièces faciles (contiene: Chant de Printemps, Le petit soldat, Bon jour!, Gavotte facile, Menuet enfantin, Pifferata; dedica «A mia sorella Antonietta»; 1891; Boston/Lipsia, Schmidt, 1893).
8 Petites pièces (contiene: Mélodie, Canzonetta, Scherzino, Mélodie, Musette, Mélodie, Minuetto, Mélodie, Valse, Moment musical, Scherzino, Tema con variazioni; Lipsia, Kistner, 1893).
9 Fantasia e Fuga (dedica «A Mario Vitali»; 1889; Boston/Lipsia, Schmidt, 1890).
11 Tema con variazioni (dedica «A Costantino Palumbo»; 1885-1886; Amburgo/Lipsia, Rahter, 1888).
12 Suite romantica (dedica «Ad Enrico Minneci»; 1886; Amburgo/Lipsia, Rahter, 1888).
13 Suite in stile antico (dedica «A Giuseppe Martucci»; 1887; Amburgo/Lipsia, Rahter, 1888).
14 Seconda Suite romantica (1886-1888; Boston/Lipsia, Schmidt, 1890).
15 Umoresca (dedica «Ad Antonio Rubinstein»; 1889; Boston/Lipsia, Schmidt, 1890).
16 Album lyrique (contiene: Mazurka, Arabesque, Tristesse, Idéal, L’Orientale, Danse espagnole; dedica «A R. Dore»; 1890; Boston/Lipsia, Schmidt, 1890).
17 Quatre Morceaux (contiene: Romance, Barcarole, Minuetto, Valse; dedica «All’amico Max Roggatz»; 1894; Amburgo/Lipsia, Rahter, 1895).
18 Six Morceaux (contiene: Prélude, Le Retour (Romance), Scherzino, Romance, Mazurka, Novellette; dedica «A Rocco Pagliara»; 1890; Lipsia, Kistner, 1891).
19 Terza Suite romantica (dedica «Ad Alfonso Rendano»; 1892; Lipsia, Kistner, 1893).
20 Nuptialia, suite di tre pezzi (dedica «A mia sorella Caterina e a Giuseppe Sposato nel giorno delle loro nozze, 19 settembre 1892»; 1892; Lipsia, Kistner, 1892).
21 Trois Mazurkas (dedica «Alla Signora Teresa Maglione Oneto»; 1891; Lipsia, Kistner, 1891).
23 Quarta Suite romantica (dedica «A Saverio Procida»; Lipsia, Kistner, 1893).
24 24 Piccoli pezzi (1894; Milano, Ricordi, 1898).
25 Quinta Suite romantica (idealmente dedicata a Luisa Todisco, futura sposa del musicista; 1895-1898; Milano, Ricordi, 1898).
26 Cinque pezzi (contiene: Preludio, Romanza, Mazurka, Novelletta, Serenata; dedica «Al carissimo amico dr. Vincenzo Zillini»; 1895; Lipsia, Hug, 1895).
27 Sesta Suite romantica (dedica «Al comm. Giulio Ricordi»; Milano, Ricordi, 1901).
28 Tre Pezzi facili (contiene: Minuetto, Arietta, Gavotta; dedica a Maria Semmola; Lipsia, Hug, 1895).
29 Sei piccole suites (1899; Milano, Ricordi, 1899).
31 Seconda Suite di stile antico (dedica «Al Prof. Julius Epstein»; 1896; Lipsia, Hug, 1896).
32 Sonata (dedica «A mio padre»; 1898; Amburgo/Lipsia, Rahter, 1899).
34 Variazioni su un tema all’ungherese (dedica «A Luigi Gullì»; 1899; Milano, Ricordi, 1900).
35 12 Studi di terze (dedica «A Giovanni Sgambati»; 1900; Milano, Ricordi, 1901).
36 Sonata (dedica «A Luisa»; 1899; Lipsia, Kistner, 1912).
37 24 Piccoli studi di arpeggi (1900; Milano, Ricordi, 1903).
40 24 Pezzi caratteristici (contiene: Nel bosco, dedicato a J. Burgmein; Serenata, dedicato a Carlo Clausetti; Le campane di S. Petronio (Preghiera), dedicato a Bruno Mugellini; I mietitori, dedicato a Giuseppe De Marinis; Notturno, dedicato a Giovanni Anfossi; Barcarola, dedicato a Giulia di Marzo-De Marinis; Caccia, dedicato a Bice Vittori; Egloga, dedicato alla Principessa di Strongoli; Duettino danzante (Valzer), dedicato a Giovanni Cavaliere; Passacaglia, dedicato a Vincenzo Appiani; Berceuse, dedicato a Maria Giuseppa Russo; Danza settecentesca (Minuetto), dedicato a G. B. Nappi; Tarantella, dedicato a Domenico Russo; Spensieratezza (Mazurka), dedicato a Nicola Furgiuele; Vecchio stile (Tempo di Gavotta), dedicato a Paolo Serrao; Zingaresca, dedicato a Vincenzo Zilliani; Sull’altalena, dedicato a Lorenzo Parodi; Papillon (Improvviso), dedicato a Agostino Grillo; Il mulino, dedicato a Vincenzo Russo; Le forgeron, dedicato a Francesco Filiasi; Da una canzone di Petrarca, dedicato a Michele Scherillo; Presso la fonte, dedicato a Edgardo ed Emma Maddalena; Filense, dedicato a Emilia La Tessa Russo; Tramonto, dedicato a Francesco D’Ovidio; 1900-1901; Milano, Ricordi, 1901).
42 Sei Studi di seste (dedica «Al mio maestro Beniamino Cesi»; 1904; Milano, Ricordi, 1906).
43 40 Studietti melodici (dedica «Ai miei bambini»; Milano, Ricordi, 1912).
45 Quattro Piccoli pezzi (1907; Milano, Ricordi, 1908).
46 Miniature (contiene: Romanza, Improvviso, Musette, Barzelletta, Barcarola, Mazurka, Notturnino, Valzer; dedica «Alla gentilissima Signora Giuditta Ricordi»; 1908; Milano, Ricordi, 1909).
48 Sei Studi d’ottave (dedica «A Federico Bufaletti»; 1908; Milano, Ricordi, 1909).
49 Foglie d’autunno (dedica «Ad Ernesto Consolo»; 1908; Milano, Ricordi, 1910).
52 Preludio e Improvviso (dedica «All’amico Giuseppe Robiony»; 1909; Milano, Ricordi, 1910).
54 Preludio e Fuga (dedica «Ad Attilio Brugnoli»; 1910; Milano, Ricordi, 1912).
55 Polonese (dedica «A Florestano Rossomandi»; 1910; Milano, Ricordi, 1913).
56 Sarabanda e Toccata (dedica «Ad Alfonso Falconi»; 1910; Milano, Ricordi, 1912).
57 Romanza e Novelletta (dedica «All’amico cavaliere Stanislao Ficcarelli»; 1910; Milano, Ricordi, 1913).
58 Fantasia (dedica «A Edgardo Del Valle De Paz»; 1910; Milano, Ricordi, 1913).
59 Tema con variazioni (dedica «A Vincenzo Romaniello»; 1910; Milano, Ricordi, 1913).
60 Lirica (contiene: Sonetto, Madrigale, Strambotto, Ballata; dedica «A Manfredi Porena»; 1910; Milano, Ricordi, 1913).
61 Tre Intermezzi (dediche a Gennaro De Sena, Vittorio Pepe, Francesco Albano; 1910; Milano, Ricordi, 1913).
63 Sonata (dedica «A mia sorella Giuseppina»; 1900; Lipsia, Kistner, 1912).
66 Sonata (dedica «In memoria di mia sorella Emilia»; 1911; Lipsia, Kistner, 1912).
67 Sonata (dedica «Per ricordare ed onorare mia madre»; 1908-1911; Lipsia, Kistner, 1912).
70 Sonata (dedica «Alle mie sorelle Antonietta e Caterina»; 1911; Lipsia, Kistner, 1912).
71 20 Little preludes (Lipsia, Augener, 1925).
72 Sonata (dedica «Alle mie sorelle Giulia e Bice»; 1904-1911; Lipsia, Kistner, 1912).
74 18 Pezzi originali (dedica «Alla gentile signorina Maria Cavaliere»; Milano, Curci, 1958).
80 30 Studietti romantici (dedica «In ricordo di mia figlia Teresa, cui l’esercizio dell’Arte temperò il dolore della vita»; Milano, Curci, 1942).
81 24 Preludietti (Milano, Curci, 1947).
83 48 Piccoli Preludi (Milano, Curci, 1972).
- Pagine sparse (contiene: Ricordanza, Notturno, Piccola serenata, Pensiero elegiaco, Improvviso, Tormento; Napoli, l’ape, 1921).
- Dodici Mosaici musicali (Napoli, l’ape, 1936).
- La farfalla prigioniera (Milano, Curci, 1941).
- Trottolina (Milano, Curci, 1941).
- Cucù (dedica «Alla mia piccola Miriam»; Milano, Curci, 1941).
- Piccola danza all’antica (Milano, Curci, 1942).
- Madrigale (Milano, Curci, 1942).
- La gavottina della bambola (dedica «Alla mia piccola Miriam»; Milano, Curci, 1942).
- In mare (Milano, Curci, 1942).
- Idillio (Milano, Curci, 1942).
- Tarantella (Milano, Curci, 1942).
- Barcarola (Milano, Curci, 1944).
- Il gattino (Milano, Curci, 1945).
- Frugolino (Milano, Curci, 1945).
- Girotondo (Milano, Curci, 1946).
- Augellino migrante (Milano, Curci, 1947).
- Farandola (Milano, Curci, 1950).
- La canzone del grillo (Milano, Curci, 1957).
- Minuetto della regina (Milano, Curci, 1958).
- Colombina (dedica «Alla mia piccola Miriam»; Milano, Curci, 1958).
Pianoforte a Quattro Mani
6 Souvenir de l’enfance (contiene: Berceuse, Priore du soir, Noël, Légende, Carnaval (Arlequin), Marche; dedica «A mia madre»; Amburgo/Lipsia, Rahter, 1894).
10 Sérenáde (contiene: Promenade, Toujours gai, Passé!, Joyeux retour; Lipsia, Kistner, 1894).
38 Sei Piccole suites (1900-1903; Milano, Ricordi, 1903).
Due Pianoforti
30 Thema mit Variationen (dedica «Meinen freunden Ernesto Marciano und Sigismondo Cesi»; 1894; Amburgo/Lipsia, Rahter, 1897).
39 Sei Divertimenti facili (1899-1901; Milano, Ricordi, 1922).
Musica da Camera
3 Quintetto per 2 violini, viola, violoncello e pianoforte (dedica «Alla Signora Teresa Maglione Oneto»; prima del 1887; Amburgo/Lipsia, Rahter, 1897).
22 Tre Pezzi, per violino e pianoforte (contiene: Berceuse, Canzonetta, Tempo di Gavotta; 1894; Lipsia, Breitköpf & Härtel, 1895 o 1896).
33 Suite, per violino e pianoforte (dedica «Ad Arnold Rosé»; 1898; Amburgo/Lipsia, Rahter, 1900).
44 Suite, per violoncello e pianoforte (dedica «A Luigi Stefano Giarda»; 1904; Milano, Ricordi, 1909).
47 Suite di tre pezzi, per arpa (dedica «All’amico Prof. Giovanni Caramiello»; Milano, Ricordi, 1910).
50 Tema con variazioni, per arpa (dedica «Al Prof. Luigi Maurizio Tedesco»; Milano, Ricordi, 1910).
51 Sei Pezzi, per arpa (contiene: Preludio, Improvviso, Barcarola, Minuetto, Notturno, Serenata; dedica «Alla signorina Lucia Celentano; Alla signorina Beatrice De Vivo»; Milano, Ricordi, 1910).
53 Suite, per viola e pianoforte (dedica «A Salvatore Cajati»; 1899; Milano, Ricordi, 1911).
62 Suite, per clarinetto e pianoforte (dedica «A Camillo De Nardis»; 1910; Milano, Ricordi, 1913).
64 Suite, per fagotto e pianoforte (manoscritto). 65 Suite, per oboe e pianoforte (1910-1911; Milano, Ricordi, 1915).
68 Suite, per flauto e pianoforte (dedica «Ad Italo Piazza»; 1911; Milano, Ricordi, 1915).
69 Suite, per fagotto e pianoforte (1911; Milano, Ricordi, 1915).
Voce e Pianoforte
2 October (testo di Lorenzo Stecchetti; 1885; stampato dall’autore, 1891).
41 Idillio di un anno, dodici liriche di Francesco Cimmino (Sull’erta, gennaio; Piove, febbraio; Tramonto, marzo; Vieni, aprile; Nella notte, maggio; Ora beata, giugno; La mia stanza, luglio; Dubbio, agosto; Nel silenzio, settembre; Ella cantava, ottobre; Il viale, novembre; Fine del sogno, dicembre; 1903; Milano, Ricordi, 1909).
- Ave Maria, per voce di mezzosoprano (dedica «Alla Gentile Sig.na Emilia De Marsico per le sue nozze col Sig. Prof. Francesco Dominedò»; Napoli, l’ape, 1936).
- Sei liriche su testo di Antonio Fogazzaro (Il vino biondo, In un paese d’incanto …, L’oro del Reno, Estasi, Ultima rosa, La piccola fonte).
Opere didattiche per Pianoforte
La Tecnica pianistica, dodici fascicoli (il fascicolo XII riporta la dedica «Ad Alfredo Casella»; Napoli, l’ape, 1929; Milano, Curci, 1942).
10 Lezioni teorico – pratiche per l’avviamento allo studio del pianoforte (1895-1896; Milano, Curci, 1946).
18 Piccoli pezzi caratteristici (Milano, Curci, 1941).
Scale di doppie terze e doppie seste (Milano, Curci, 1941).
Scale semplici (Milano, Curci, 1941).
Bibliografia
Carlo Schmidl, Dizionario universale dei musicisti, I, Milano, Sonzogno, 1926.
Alberto De Angelis, L’Italia musicale d’oggi. Dizionario dei musicisti. Appendice, Roma, Ausonia, 1928.
Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti. Le biografie, IV, Torino, UTET, 1986.
Carolyn Gianturco, voce Longo, Alessandro, in The New Grove Dictionary of Music and Musicians, XV, London, Macmillan, 2001.
Giorgio Feroleto, Alessandro Longo, vita, opere e concezione estetica. Dalla nascita alla conclusione dell’esperienza compositiva, Tesi di laurea, Università degli Studi della Calabria, Anno Accademico 2004/2005, inedito.
Annunziato Pugliese, voce Longo, in Dizionario biografico degli italiani, LXV, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2005.
Giuseppe Maiorca
catalogo delle opere a cura di Giorgio Feroleto
in Marilena Gallo [a cura di]
Dizionario dei musicisti calabresi
Caraffa di Catanzaro, Abramo, 2009